L'Australia potrebbe richiedere licenze finanziarie per le piattaforme di criptovalute

L'Australia potrebbe richiedere licenze finanziarie per le piattaforme di criptovalute
L'Australia avanza con una nuova legge sulle criptovalute che richiede licenze finanziarie

Il Comitato per la legislazione economica del Senato australiano ha raccomandato l'approvazione di una legge che introdurrebbe l'obbligo di licenza per le piattaforme di criptovalute. L'iniziativa rientra nella più ampia strategia del Paese di istituire un quadro normativo completo per il mercato degli asset digitali.

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Nel suo rapporto, la commissione ha dichiarato che il Corporations Amendment (Digital Assets Framework) Bill 2025 potrebbe migliorare significativamente la supervisione dell'industria delle criptovalute e rafforzare la protezione dei consumatori.

In base alle norme proposte, le società che gestiscono piattaforme di asset digitali o servizi di custodia tokenizzati dovranno ottenere una Australian Financial Services Licence (AFSL). Ciò le porrebbe di fatto sotto lo stesso quadro normativo degli altri fornitori di servizi finanziari.

I regolatori hanno sottolineato che la legislazione non mira a controllare la tecnologia blockchain in sé. Il disegno di legge si concentra invece sugli intermediari che detengono i fondi dei clienti o facilitano il trading di criptovalute, che le autorità considerano la principale fonte di potenziali rischi per gli utenti. Il disegno di legge cerca inoltre di definire chiaramente concetti chiave come "token digitali" e di introdurre regole che disciplinino la custodia degli asset, l'esecuzione delle transazioni e i requisiti di divulgazione per gli investitori al dettaglio.

Risposta del settore

La commissione ha dichiarato che la maggior parte degli operatori del settore ha accolto con favore gli sforzi del governo per modernizzare il quadro normativo e fornire regole più chiare agli operatori del mercato. Sono pervenute proposte da borse di criptovalute, associazioni fintech e studi legali.

Tuttavia, alcune parti interessate hanno espresso preoccupazione per l'ampiezza di alcune definizioni, in particolare per termini come "token digitale", "possesso" e "controllo di fatto". Hanno avvertito che queste definizioni potrebbero involontariamente colpire i fornitori di infrastrutture o i servizi non detentivi.

Il disegno di legge è stato introdotto dal Tesoro australiano nel novembre 2025. Ha superato la terza lettura alla Camera dei Rappresentanti nel febbraio 2026 prima di essere rinviata al Senato per la revisione. Se verrà adottata, le società che non possiedono ancora la licenza finanziaria richiesta avranno un periodo di transizione di sei mesi per conformarsi alle nuove regole.

La regolamentazione delle criptovalute in Australia

Negli ultimi anni, l'Australia ha lavorato attivamente per creare un quadro giuridico più chiaro per gli asset digitali. Le autorità hanno già introdotto misure di regolamentazione volte ad aumentare la trasparenza, a rafforzare la protezione dei consumatori e ad affrontare i potenziali rischi dell'ecosistema delle criptovalute.

Inoltre, l'agenzia australiana di intelligence finanziaria ha avviato un'indagine sulla rete di bancomat di criptovalute in rapida espansione nel Paese, citando preoccupazioni legate al rischio di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo.

Nonostante questi sforzi, in precedenza non esisteva nel Paese un quadro normativo completo che regolamentasse le piattaforme di criptovalute come istituzioni finanziarie. Il nuovo disegno di legge dovrebbe diventare un elemento chiave della più ampia strategia australiana per costruire un sistema normativo completo allineato agli standard globali e in grado di competere con i principali hub di criptovalute come l'Unione Europea, Singapore e Hong Kong.

In precedenza è stato riferito che Pepperstone ha lanciato una piattaforma di trading di criptovalute a pronti regolamentata in Australia.

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