Upbit torna in Corea del Sud dopo aver fatto ricorso contro il divieto di lavoro

Upbit torna in Corea del Sud dopo aver fatto ricorso contro il divieto di lavoro
Upbit vince l'ingiunzione del tribunale contro il divieto di attività per tre mesi della FIU.

Il più grande exchange di criptovalute della Corea del Sud, Upbit, ha ottenuto una fondamentale vittoria legale dopo che il Tribunale amministrativo di Seoul ha temporaneamente sospeso una restrizione commerciale di tre mesi imposta dalla Financial Intelligence Unit (FIU) del Paese.

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La decisione del tribunale consente a Upbit di continuare ad accettare depositi e prelievi da parte di nuovi utenti, almeno fino a 30 giorni dopo la conclusione di una causa pendente intentata dalla società madre di Upbit, Dunamu, riporta BeInCrypto.

Il tribunale si schiera con Upbit nella disputa sulle sanzioni dell'UIF

L'ingiunzione d'emergenza è stata concessa dalla quinta divisione amministrativa del tribunale amministrativo di Seoul, guidata dal giudice Soonyeol Kim, a seguito di una contestazione formale da parte di Dunamu. La società ha sostenuto che la sanzione dell'UIF, derivante da presunte violazioni della legge speciale sulle transazioni finanziarie della Corea del Sud, era eccessivamente severa e non teneva conto dell'impatto operativo.

Le sanzioni iniziali dell'UIF accusavano Upbit di aver facilitato le transazioni di criptovalute con scambi all'estero non registrati e privi di protocolli di verifica del nome reale. Queste violazioni sono state scoperte durante un audit antiriciclaggio condotto tra agosto e ottobre 2023.

In risposta alle accuse, Upbit ha dichiarato di "condividere profondamente" l'intento delle autorità di rafforzare gli standard antiriciclaggio, ma ha sostenuto che le azioni disciplinari sono state sproporzionate.

Pressione normativa e implicazioni di mercato

La sospensione della restrizione ai nuovi utenti di Upbit, inizialmente prevista per il 7 marzo, fornisce un sollievo temporaneo alla borsa in attesa dell'esito della causa principale. La sentenza del tribunale consente a Upbit di continuare a registrare utenti e a elaborare transazioni senza interruzioni durante questo periodo.

La battaglia legale si inserisce nel contesto di un più ampio giro di vite normativo sui fornitori di servizi di asset virtuali in Corea del Sud. Proprio la scorsa settimana, il governo ha ordinato a Google di bloccare l'accesso a 17 borse di criptovalute straniere non registrate, una mossa che riduce la concorrenza e potenzialmente aumenta la quota di mercato di Upbit.

Negli ultimi mesi Upbit ha dovuto affrontare un crescente controllo normativo, tra cui ordini di sospensione temporanea legati a violazioni di Know-Your-Customer (KYC) e una precedente indagine antitrust. L'attuale sentenza offre un vantaggio strategico, consentendo alla borsa di mantenere lo slancio in un mercato in via di consolidamento.

Parallelamente agli sviluppi legali, Upbit ha anche annunciato la quotazione di nuove coppie di trading Wallace (WAL) con won coreano (KRW), Bitcoin (BTC) e USDT, segnalando una continua espansione del prodotto nonostante le difficoltà normative.

Mentre la decisione del tribunale concede a Upbit un po' di respiro, l'esito finale della causa principale determinerà se le sanzioni dell'UIF rimarranno in vigore o saranno definitivamente annullate. È probabile che la sentenza crei un precedente per il modo in cui la Corea del Sud gestirà in futuro le azioni di contrasto contro le principali piattaforme di criptovalute.

Recentemente abbiamo scritto cheGoogle Play ha limitato l'accesso a 17 scambi di criptovalute esteri non registrati in Corea del Sud, a seguito di una richiesta formale dell'Unità di informazione finanziaria (UIF) del Paese.

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