Riepilogo del mercato delle criptovalute: il Bitcoin sfiora i 75.000 dollari tra le speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran
Martedì il Bitcoin si è avvicinato alla soglia dei 75.000 dollari, mentre il mercato delle criptovalute ha registrato il più forte slancio in quasi un mese. La mossa è stata guidata da due fattori contemporaneamente: un'ondata di liquidazioni a breve termine e la crescita della speranza dei trader in merito alla de-escalation legata ai colloqui tra Stati Uniti e Iran.
In evidenza
- Il BTC è salito verso i 75.000 dollari, mentre l'ETH ha superato il Bitcoin e il mercato più ampio ha aggiunto più di 100 miliardi di dollari in un giorno.
- In 24 ore sono state liquidate posizioni per circa 530 milioni di dollari, di cui circa 425 milioni di dollari in posizioni corte. Questo fa pensare a un classico short squeeze.
- L'indice di paura e avidità è salito a 21, ma il mercato rimane in territorio di paura estrema.
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Al momento della scrittura, in base alla schermata di mercato fornita, il Bitcoin era scambiato a 74.307,62 dollari, in rialzo del 4,8% nelle ultime 24 ore. Ethereum era a 2.360,69 dollari, con un guadagno del 7,6% nelle 24 ore. Per il Bitcoin, il movimento ha segnato una salita al livello più alto in quasi quattro settimane, mentre l'Ether è balzato al livello più alto dall'inizio di febbraio.
Un rally guidato dalle liquidazioni
Secondo Cointelegraph, la capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute è salita a circa 2,5-2,6 trilioni di dollari, aggiungendo più di 100 miliardi di dollari in un solo giorno. Nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni detenute da 177.000 trader, per un totale di circa 530 milioni di dollari. La maggior parte di questi proveniva da posizioni corte: circa 425 milioni di dollari, ovvero l'80% di tutte le liquidazioni, erano legate a scommesse con leva finanziaria contro Bitcoin ed Ether.

Questo spiega la velocità del rally. Quando il mercato sale a fronte di un gran numero di posizioni short con leva finanziaria, i trader sono costretti a riacquistare asset per chiudere le operazioni, accelerando ulteriormente il movimento. Per il momento, questa sembra più una compressione dello short che un'inversione di tendenza confermata a lungo termine: il Bitcoin è salito rapidamente a quasi 75.000 dollari, ha incontrato una forte resistenza e poi è tornato indietro.
Il sentimento sta migliorando, ma il mercato rimane inquieto
Lo sfondo del rally è stato il crescente ottimismo per il fatto che i colloqui tra Washington e Teheran potrebbero allentare la pressione sui mercati globali e ripristinare la domanda di asset più rischiosi. Le speranze di un accordo sono state uno dei principali catalizzatori del rinnovato interesse per le criptovalute. Il rally non è stato puramente tecnico: anche la continua domanda istituzionale di Bitcoin ha contribuito a sostenere il mercato.
Allo stesso tempo, il Fear and Greed Index rimane in territorio di paura estrema. Attualmente si attesta a 21, rispetto ai 12 del giorno precedente e agli 11 della settimana precedente. In altre parole, il sentimento è migliorato, ma il mercato è ancora lontano dall'ottimismo: i trader rimangono molto sensibili alla geopolitica e ai titoli macroeconomici.
Cosa dice questa impennata del mercato
L'ultima mossa è importante non solo per il livello di 75.000 dollari. Dimostra quanto il mercato delle criptovalute rimanga sensibile al flusso di notizie esterne e al posizionamento con leva finanziaria.
Il guadagno giornaliero del 4,8% del BTC e l'aumento del 7,6% dell'ETH sono stati accompagnati da 530 milioni di dollari di liquidazioni e da un'espansione della capitalizzazione totale del mercato a circa 2.600 miliardi di dollari.
Si tratta di una forte esplosione di slancio, ma non ancora di una prova definitiva di un'inversione duratura: finché l'indice di paura e avidità rimane a 21, il mercato appare più vulnerabile che stabile.
In precedenza, abbiamo riportato che il Bitcoin scende sotto i 71.000 dollari dopo il blocco di Hormuz.
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