Riepilogo del mercato delle criptovalute: il Bitcoin scende sotto i 75.000 dollari mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran si riaccendono
Il Bitcoin è entrato nella nuova settimana dopo aver perso quasi tutto lo slancio guadagnato nel fine settimana a seguito di un nuovo aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. La principale criptovaluta è di nuovo scambiata vicino ai livelli della scorsa settimana, mentre gli investitori reagiscono più visibilmente alla geopolitica e ai prezzi del petrolio che ai segnali interni del mercato delle criptovalute.
In evidenza
- Il Bitcoin è sceso sotto i 74.000 dollari, annullando tutti i guadagni del fine settimana in seguito al sequestro di una nave iraniana da parte degli Stati Uniti.
- Il Fear & Greed Index è salito a 29, ma riflette ancora la paura prevalente nel mercato.
- I futures sul petrolio sono saliti di oltre il 4,5% sopra i 95 dollari al barile, mentre le tensioni minacciavano lo Stretto di Hormuz.
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
Movimenti dei prezzi di BTC e ETH
Lunedì 20 aprile, il Bitcoin era scambiato intorno ai 74.392 dollari sulle principali borse, in calo dell'1,5% nelle ultime 24 ore. Ethereum è sceso a 2.275 dollari, registrando un calo del 2,4% nello stesso periodo.
Nonostante le perdite giornaliere, il Bitcoin è salito di circa il 5% nell'ultima settimana, mentre Ethereum ha guadagnato il 3,8%. Il forte calo di domenica ha cancellato i precedenti progressi: venerdì sera il Bitcoin ha brevemente superato i 78.300 dollari su Coinbase, il livello più alto dall'inizio di febbraio.
L'indice della paura e dell'avidità è salito a 29 rispetto ai 27 del giorno precedente e ai 12 di una settimana fa. Questo dato colloca ancora il mercato nel territorio della paura, ma la lettura è in aumento, il che significa che il panico si sta attenuando anche se il sentimento rimane lontano dalla neutralità.
Le onde d'urto geopolitiche colpiscono le criptovalute
L'inversione di tendenza è stata innescata dalle nuove tensioni nello Stretto di Hormuz. Sabato l'Iran ha annunciato la chiusura di rotte petrolifere chiave, spingendo il Bitcoin nella fascia 75.000-76.000 dollari. La situazione si è ulteriormente deteriorata domenica sera, quando il Pentagono ha riferito di aver aperto il fuoco e sequestrato un'imbarcazione iraniana che, a suo dire, stava tentando di violare il blocco portuale. Teheran ha condannato l'azione come una violazione del cessate il fuoco e ha promesso una risposta, rifiutando i colloqui di pace previsti per lunedì a Islamabad.
La tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, che ha contribuito a stabilizzare i mercati e a tenere sotto controllo i prezzi del petrolio, scadrà mercoledì. Prima dell'ultima fiammata, l'accordo aveva sostenuto gli asset di rischio. Ora i futures del petrolio sono balzati di oltre il 4,5%, salendo sopra i 95 dollari al barile in seguito alle minacce di interrompere il trasporto attraverso la via d'acqua strategica. Anche i futures azionari statunitensi sono scesi, con l'S&P 500 in calo dello 0,8%, il Nasdaq-100 dello 0,6% e il Dow Jones dello 0,9%, pari a circa 450 punti.
Il sentimento del mercato si sposta
Il Crypto Fear & Greed Index è salito di due punti lunedì a 29 su 100 - la lettura più alta da fine gennaio.
Sebbene l'aumento segnali un po' meno pessimismo, l'indice rimane saldamente in territorio di "paura". Secondo gli analisti, i mercati delle criptovalute stanno reagendo sempre più spesso ai titoli geopolitici allo stesso modo degli asset di rischio tradizionali.
Perché i mercati restano in tensione
Il Bitcoin e le altre criptovalute sono diventate protagoniste degli sviluppi in Medio Oriente. Mentre il cessate il fuoco reggeva, gli investitori si sono dimostrati disposti ad acquistare asset di rischio e i prezzi del petrolio sono rimasti relativamente contenuti.
A pochi giorni dalla scadenza della tregua e con l'Iran che rifiuta ulteriori colloqui, l'incertezza è tornata. Per i detentori di criptovalute, ciò significa un'accresciuta volatilità nel breve termine: una nuova escalation potrebbe accelerare i deflussi da Bitcoin ed Ethereum, mentre un'eventuale attenuazione potrebbe ripristinare rapidamente lo slancio verso l'alto.
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