Bitcoin scambia in ribasso mentre gli Stati Uniti effettuano attacchi militari vicino allo Stretto di Hormuz
Bitcoin (BTC) è scambiato a $75.833,34 nell’ultima sessione, in calo dell’1,44% nella giornata. Il prezzo rimane al di sotto delle sue principali medie mobili, indicando una pressione ribassista di breve periodo in corso.
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In evidenza
- Gli attacchi militari degli U.S. vicino allo Stretto di Hormuz il 26 maggio hanno provocato immediatamente liquidazioni di criptovalute per 300 milioni di dollari e hanno innescato una forte vendita di Bitcoin.
- Aprile ha registrato deflussi netti superiori a 2 miliardi di dollari dagli U.S. spot Bitcoin ETFs, intensificando la pressione al ribasso in un contesto di incertezza geopolitica e normativa.
- Bitcoin rimane sotto pressione ribassista, scambiando al di sotto delle principali medie mobili con un supporto a breve termine a 75.312$ e una settimana probabilmente laterale tra 75.680$ e 76.880$.
Le vendite si intensificano mentre gli attacchi militari scatenano liquidazioni e deflussi dagli ETF
I recenti attacchi militari U.S. contro imbarcazioni iraniane vicino allo Stretto di Hormuz il 26 maggio hanno innescato liquidazioni immediate sul mercato crypto per un totale di $300 milioni, riducendo direttamente la liquidità e intensificando le vendite su Bitcoin. In risposta, l’Iran ha condannato gli attacchi e promesso ritorsioni, aumentando il rischio di titoli e aggiungendo incertezza per gli asset rischiosi. Inoltre, gli ETF spot U.S. su Bitcoin hanno registrato oltre $2 miliardi di deflussi netti in questo maggio, in un contesto di crescente incertezza geopolitica e regolamentare, che ha aumentato le riserve sugli exchange e contribuito a una pressione ribassista sostenuta.
Momentum resta ribassista mentre i segnali tecnici confermano condizioni di ipervenduto
BTC è attualmente scambiato al di sotto della SMA-20 a $78.602,94, della SMA-50 a $77.090,81 e della SMA-200 a $80.301,74, con il livello Ichimoku Kijun a $78.569,80 che rappresenta una resistenza immediata. Gli indicatori tecnici di momentum restano prevalentemente negativi: MACD e ADX mostrano entrambi un orientamento di vendita e una forza di trend attenuata, mentre RSI (42,89) e CCI (–80,36) evidenziano un momentum ribassista. Il D1 Stoch RSI segnala condizioni di ipervenduto e il Bull/Bear Power (BBP) indica tentativi in corso da parte degli acquirenti, sebbene ancora all’interno di una struttura ampiamente negativa. L’Awesome Oscillator (AO) conferma questa pressione al ribasso. I prezzi hanno aperto la sessione in calo e continuano a muoversi vicino al fondo dell’intervallo intraday della giornata, compreso tra $75.312,99 e $76.104,02, con diversi oscillatori che rilevano un mercato ipervenduto ma senza conferma, finora, di un’inversione.
Rischio di ulteriori ribassi mentre i segnali tecnici settimanali restano decisamente negativi
Nella settimana a venire, si prevede che BTC rimanga all’interno di una banda di volatilità tipica tra $75.680 e $76.880, mantenendo l’azione dei prezzi vicina ai livelli attuali. Con tutti i segnali sul timeframe settimanale (RSI, ADX, MACD, SMA-50) in modalità vendita, la probabilità di un rimbalzo sostenuto dei prezzi è inferiore al 20%, spostando l’equilibrio verso ulteriore debolezza. Se Bitcoin dovesse superare con decisione la resistenza a $78.569,80, potrebbe tentare di svilupparsi uno scenario rialzista; tuttavia, una discesa sotto il supporto di breve termine a $75.312 probabilmente accelererebbe il momentum ribassista.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che Bitcoin stava affrontando una pressione ribassista continua a causa dei deflussi istituzionali e dell’incertezza macroeconomica, limitando il suo potenziale di recupero. Gli ultimi dati rafforzano questa prospettiva, con un momentum persistentemente negativo e deflussi dagli ETF che suggeriscono ai trader di monitorare attentamente la capacità di Bitcoin di mantenersi sopra il livello di supporto a $75.312 come indicatore critico per il rischio di ulteriori ribassi.
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