Il prezzo di Uniswap si mantiene sopra i 7,50 dollari, ma il rialzo è limitato dal cluster EMA
Uniswap (UNI) è attualmente scambiato a 7,87 dollari, mostrando una certa resistenza dopo il rimbalzo dalla zona di supporto di 7,50 dollari. Il token rimane al di sotto delle sue principali medie mobili, con l'EMA a 20 giorni a 7,83 dollari, l'EMA a 50 giorni a 8,06 dollari, l'EMA a 100 giorni a 8,48 dollari e l'EMA a 200 giorni a 8,92 dollari, limitando il rialzo. La resistenza immediata si trova vicino a 8,48-8,90 dollari, mentre il supporto è visto a 7,50-7,20 dollari. L'RSI si attesta a 45,32, riflettendo uno slancio neutrale dopo il recupero da condizioni di ipervenduto.
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Punti salienti
- L'UNI è al di sopra di 7,50 dollari, ma deve affrontare la resistenza dell'EMA su tutte le medie principali.
- I flussi netti del 1° ottobre hanno registrato 93,28 milioni di dollari di deflussi, mantenendo la pressione sul sentiment.
- I fondamentali sono supportati dall'integrazione delle stablecoin di Société Générale, ma sono appesantiti dai rischi macro.
Quadro tecnico
I flussi sulla catena indicano una persistente pressione di vendita. I flussi netti del 1° ottobre hanno mostrato -93,28 mila dollari di deflussi, sottolineando il movimento di scambio in corso che rafforza la tendenza ribassista a breve termine. La capitalizzazione di mercato si attesta attualmente sui 3,2 miliardi di dollari, continuando il suo costante declino da metà settembre, a causa dei limitati afflussi istituzionali.

Dinamica dei prezzi Uniswap (Fonte: TradingView)
Dal punto di vista tecnico, l'UNI rimane bloccato dalle sue EMA a grappolo, con la zona 8,48-8,90 dollari che funge da innesco dell'inversione. Un breakout sostenuto al di sopra di questa fascia potrebbe aprire un rialzo verso 9,20-9,50 dollari, mentre una mancata tenuta al di sopra di 7,50 dollari rischia un ulteriore ribasso verso 7,00-6,80 dollari.
Posizionamento e prospettive fondamentali
Dal punto di vista dei fondamentali, Uniswap ha ricevuto una spinta dall'integrazione delle monete stabili EURCV e USDCV da parte di Société Générale, aumentando la rilevanza istituzionale. Tuttavia, i venti contrari di natura macro, come la chiusura del governo statunitense e i ritardi normativi, continuano a frenare la fiducia degli investitori. L'attività delle balene rimane mista, con un'accumulazione selettiva compensata da un più ampio sell-off del settore.
Mentre i driver di adozione a lungo termine, come l'espansione di Uniswap v4 e la crescita della liquidità della catena, rimangono intatti, l'azione dei prezzi a breve termine è definita da flussi cauti e partecipazione limitata.
Prospettive a breve termine
In prospettiva, UNI deve recuperare 8,48-8,90 dollari per stabilire una ripresa costruttiva. In caso contrario, si rischia un retest della fascia 7,50-7,20 dollari, con una rottura decisiva verso 7,00-6,80 dollari. L'integrazione istituzionale e le proposte di condivisione delle commissioni potrebbero fornire un sostegno a medio termine, ma lo slancio immediato rimane fragile.
Nelle analisi precedenti, il livello di supporto di 7,50 dollari era stato evidenziato come critico per evitare cali più profondi. L'attuale azione dei prezzi conferma questo punto di vista: la stabilità al di sopra di questa soglia è ancora la chiave per evitare uno scivolamento verso la zona dei 6 dollari.
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