Italia, avanzo commerciale in aumento nei primi otto mesi grazie alla crescita dell'export

Italia, avanzo commerciale in aumento nei primi otto mesi grazie alla crescita dell'export
Export spinge surplus Italia

Nei primi otto mesi del 2026 l'avanzo commerciale italiano sale a 34,7 miliardi di euro, con un aumento dell'export del 5,0% su base annua a fronte di un import in crescita del 4,8%. Ad agosto, però, le esportazioni e le importazioni mostrano una flessione congiunturale, mentre i mercati extra Ue continuano a sostenere l'espansione dei flussi commerciali.

Punti chiave

  • Italia registra un saldo commerciale di 34,7 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2026, in crescita rispetto ai 32,5 miliardi del 2025.
  • A agosto 2026, export nazionale in aumento del 9,0% su base annua, trainato dai mercati extra Ue (+16,7%), metalli di base (+26,5%) e autoveicoli (+55,8%).
  • Il deficit energetico mensile sale a 5.152 milioni di euro da 3.431 milioni dell'anno precedente, con prezzi all'importazione in aumento del 7,3% annuo.

Andamento degli scambi e contributo dei mercati extra Ue

Come riporta Teleborsa, citando ISTAT, ad agosto la dinamica congiunturale dell'export risente in parte delle vendite di mezzi di navigazione marittima contabilizzate nel mese precedente e, al netto di questo effetto, la riduzione mensile stimata è più contenuta, pari a -0,4%. Nel mese si stima una flessione congiunturale dell'1,5% per le esportazioni e dell'1,6% per le importazioni, con un calo dell'export sia verso l'area Ue (-1,4%) sia verso i mercati extra Ue (-1,6%).

Nel trimestre giugno-agosto 2026, rispetto ai tre mesi precedenti, l'export cresce dello 0,7% e l'import dello 0,2%. Su base annua, ad agosto le esportazioni aumentano del 9,0% in valore e dell'1,9% in volume, con una crescita molto più marcata verso i mercati extra Ue (+16,7%) rispetto all'area Ue (+1,6%). Anche l'import cresce del 9,7% in valore, trainato soprattutto dall'area extra Ue (+17,3%) rispetto a quella Ue (+3,2%), mentre in volume registra una diminuzione del 2,4%.

Tra i principali contributi settoriali alla crescita tendenziale dell'export figurano metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+26,5%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+55,4%), autoveicoli (+55,8%), altri mezzi di trasporto (+17,2%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,4%). In calo, invece, l'export di macchinari e apparecchi non classificati altrove, in flessione dell'1,4% su base annua.

Saldo commerciale e pressioni dai prezzi energetici

Guardando ai partner commerciali, Svizzera (+57,1%) e U.S. (+31,2%) offrono il maggiore contributo positivo alla crescita dell'export nazionale, seguite da Cina (+32,7%) e paesi OPEC (+17,8%). Il principale apporto negativo arriva invece dalla Francia, verso cui le esportazioni diminuiscono dell'8,3%.

Nel complesso dei primi otto mesi del 2026, l'export cresce del 5,0%, con oltre la metà dell'incremento spiegata dalle maggiori vendite di metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+26,4%). Nello stesso periodo il saldo commerciale sale a 34,7 miliardi di euro, rispetto ai 32,5 miliardi registrati nei primi otto mesi del 2025.

Ad agosto il saldo commerciale si attesta a 1.773 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 1.875 milioni dello stesso mese del 2025. Il deficit energetico peggiora a 5.152 milioni di euro da 3.431 milioni di un anno prima, mentre l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici aumenta a 6.925 milioni da 5.307 milioni. I prezzi all'importazione, infine, salgono dell'1,7% su base mensile e del 7,3% su base annua, accelerando dal +5,0% registrato a luglio, soprattutto per effetto dei rincari dei prodotti energetici.

Nel nostro precedente approfondimento sul caro-energia in Italia abbiamo ricostruito come l’aumento dei prezzi di elettricità, gas e carburanti stia comprimendo consumi e risparmio delle famiglie, con effetti a cascata sull’inflazione e sui costi per le imprese. L’articolo evidenziava anche le ricadute su trasporti e logistica e il rischio di ulteriori pressioni sui margini aziendali e sulla domanda interna, in un contesto di tensioni sui prezzi energetici.

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