Bankitalia segnala pressioni sui rendimenti da energia, debito e big tech

Bankitalia segnala pressioni sui rendimenti da energia, debito e big tech
Rendimenti sotto pressione

Il rialzo dei rendimenti dei titoli pubblici a lunga scadenza nelle principali economie avanzate si intensifica dalla fine di febbraio, in un contesto segnato dal conflitto in Medio Oriente e da nuove tensioni inflazionistiche. Nel Bollettino Economico di ottobre, la Banca d'Italia indica che ai rischi legati a energia e finanza pubblica si aggiunge anche la crescente concorrenza delle grandi aziende tecnologiche statunitensi sul mercato obbligazionario.

Punti chiave

  • I rendimenti dei titoli decennali superano il 5% negli Stati Uniti, il 3,5% in Germania, il 4,9% in Francia e il 4,6% in Italia, trainati da revisioni nelle prospettive di inflazione e politica monetaria post-conflitto in Medio Oriente.
  • Bankitalia segnala che l'aumento del rapporto debito pubblico/PIL globale e la minore detenzione da parte delle banche centrali accentuano i rischi sul debito, con investitori che richiedono premi più alti per esposizione a rischio di prezzo e sostenibilità fiscale.
  • Le emissioni obbligazionarie in dollari delle imprese statunitensi crescono del 47% nei primi otto mesi del 2026, raggiungendo $157 miliardi tra le hyperscalers AI, intensificando la competizione sul mercato obbligazionario a lunga scadenza.

Le cause del rialzo dei tassi a lungo termine

Secondo Teleborsa, che cita la Banca d'Italia, nel riquadro del Bollettino Economico di ottobre dedicato al tema, i rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza raggiungono livelli storicamente elevati nelle principali economie avanzate. Negli Stati Uniti il Treasury decennale supera il 5%, un livello che non si osserva da oltre vent'anni, mentre nell'area dell'euro il rendimento del decennale arriva al 3,5% in Germania, al 4,9% in Francia e al 4,6% in Italia.

Secondo Via Nazionale, il primo fattore è la revisione delle prospettive di inflazione e di politica monetaria dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Le tensioni sui mercati energetici provocano rincari delle materie prime e dei derivati, spingendo gli operatori ad alzare le attese sui tassi ufficiali e ad attribuire una maggiore probabilità a livelli più elevati anche nel prossimo anno.

Bankitalia distingue l'aumento dei rendimenti in due componenti, le attese sui futuri tassi di politica monetaria e il premio a termine richiesto dagli investitori per detenere titoli più lunghi. Negli Stati Uniti prevale l'effetto dei tassi a breve attesi, sostenuto dalla crescita economica e dalla prospettiva di una Federal Reserve più restrittiva, mentre nell'area dell'euro il premio a termine aumenta gradualmente e assume un ruolo significativo nella fase più recente.

Debito pubblico e emissioni corporate ampliano la pressione

La banca centrale osserva che il rialzo degli ultimi mesi si inserisce anche in una tendenza di più lungo periodo, legata a fattori strutturali. Il rapporto tra debito pubblico e PIL mondiale cresce durante la pandemia e resta sopra i livelli pre-Covid, mentre i disavanzi elevati aumentano il volume di titoli che gli investitori privati devono assorbire e accentuano l'attenzione verso la sostenibilità delle finanze pubbliche.

Secondo il riquadro, sulla dinamica dei rendimenti incide anche la composizione dei detentori del debito, con una maggiore presenza di investitori esteri e una quota inferiore detenuta dalle banche centrali. In questo quadro, l'incertezza macroeconomica nell'area dell'euro, più esposta agli shock energetici, rende meno prevedibile il percorso dei tassi e spinge gli investitori a chiedere una compensazione più alta per il rischio di prezzo.

Un ulteriore elemento di pressione arriva dal mercato del credito privato negli Stati Uniti. Nei primi otto mesi del 2026 le emissioni obbligazionarie in dollari delle imprese statunitensi crescono del 47% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, trainate soprattutto dalle società che costruiscono infrastrutture fisiche e digitali per l'intelligenza artificiale, le cosiddette hyperscalers.

Nei primi otto mesi del 2026 queste società raccolgono 157 miliardi di dollari, che salgono a circa 196 miliardi includendo le emissioni in altre valute, contro 98 miliardi e 113 miliardi rispettivamente nell'intero 2025. Per Bankitalia, le cospicue emissioni di titoli privati, soprattutto a lunga scadenza, potrebbero aumentare la concorrenza con gli emittenti pubblici nei segmenti più lunghi del mercato, alimentando ulteriori pressioni al rialzo sui rendimenti.

Nella nostra precedente analisi sulla crescita delle detenzioni di titoli di Stato italiani a luglio 2026 abbiamo evidenziato il rafforzamento della domanda, con investitori esteri e retail domestico su nuovi massimi storici. L’approfondimento metteva anche in rilievo il calo del portafoglio della Banca d’Italia nell’ambito dell’Eurosistema e come la diversa composizione dei detentori possa incidere sull’assorbimento del debito e sul quadro dei rendimenti.

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