Istituto Milton Friedman chiede chiarimenti sulle coperture dei giochi nella manovra 2027-2029
Nel Documento programmatico di bilancio per il triennio 2027-2029 emerge una previsione di maggiori entrate dal comparto dei giochi, ma senza indicazioni sulle misure normative previste. L’Istituto Milton Friedman sollecita quindi un chiarimento immediato del Ministero dell’Economia e delle Finanze, avvertendo sui possibili effetti per imprese, occupazione e gettito.
Punti chiave
- L’Istituto Milton Friedman segnala che la manovra 2027-2029 prevede maggiori entrate dai giochi pari allo 0,03% del PIL nel 2027-2028 e 0,02% nel 2029 senza specificare le misure attuative.
- L’Istituto denuncia il rischio che nuovi oneri fiscali possano accelerare la chiusura degli operatori legali, ridurre l’occupazione e indebolire il gettito statale, già in calo di quasi 10.000 occupati tra il 2018 e il 2025.
- L’Istituto avverte che ulteriori strette sul gioco legale potrebbero favorire circuiti illegali, minando il controllo pubblico e gli obiettivi di bilancio previsti dal DPB.
Dubbi sulle misure previste dal DPB
Come riportato da Teleborsa, l’Istituto Milton Friedman esprime preoccupazione per le coperture inserite nella manovra economica 2027-2029, dopo che il Documento programmatico di bilancio indica un aumento delle entrate derivanti dai giochi senza precisare quali interventi debbano generarlo.Dario Peirone, direttore generale dell’Istituto, afferma che il testo del DPB stima maggiori risorse dai giochi pari allo 0,03% del PIL nel 2027 e nel 2028, e allo 0,02% nel 2029, ma non chiarisce la natura dei provvedimenti. Secondo l’Istituto, operatori e imprese devono sapere se il governo intenda aumentare la tassazione, rimodulare i prelievi esistenti o intervenire su specifici segmenti della filiera.
A questa incertezza si aggiunge quella legata al riordino territoriale delle concessioni e all’assenza di tutele normative transitorie per le aziende. L’Istituto chiede al governo di superare lo stallo e di garantire certezza giuridica al settore, sostenendo che eventuali ulteriori proroghe delle concessioni degli apparecchi debbano essere prive di oneri aggiuntivi.
Pressione sul comparto e rischi per il gettito
Il gioco pubblico in Italia resta un comparto di rilievo economico, con 145.000 posti di lavoro e circa 11,5 miliardi di euro l’anno destinati all’erario, di cui 8,9 miliardi provenienti dalla sola rete fisica. L’Istituto sottolinea però che la filiera degli apparecchi attraversa già una contrazione strutturale, con una perdita netta di quasi 10.000 occupati tra il 2018 e il 2025.Peirone avverte che un ulteriore inasprimento fiscale rischia di compromettere in modo definitivo il gioco su rete fisica, già gravato da pressione burocratica e tributaria. A suo avviso, nuovi costi per gli operatori potrebbero accelerare la chiusura delle attività legali, ridurre l’occupazione e finire per indebolire lo stesso gettito fiscale dello Stato.
L’Istituto richiama inoltre il rischio del cosiddetto waterbed effect, ossia lo spostamento della domanda verso circuiti illegali in presenza di una compressione dell’offerta autorizzata. In questo scenario, secondo Peirone, una stretta sul legale favorisce mafie e piattaforme clandestine, con un possibile indebolimento del controllo pubblico e il mancato raggiungimento degli obiettivi di bilancio.
Nel nostro precedente approfondimento sul Documento programmatico di Bilancio abbiamo ricostruito l’avvio dell’iter della manovra, tra richiesta di flessibilità all’Ue e passaggi in Parlamento sullo scostamento. Avevamo inoltre evidenziato le priorità indicate dal governo — dal taglio delle tasse per il ceto medio agli interventi su lavoro e giovani — insieme ai nodi ancora aperti sulle coperture e alle ipotesi di coinvolgimento di banche e assicurazioni, oltre al possibile prolungamento del price cap energetico.
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