Italia colloca 3,5 miliardi di euro in BTP e BTPei, rendimenti in lieve calo
Le aste del Tesoro del 27 ottobre mostrano una domanda solida sui titoli di Stato italiani, con collocamenti complessivi per 3,5 miliardi di euro tra BTP e BTPei. Il calo dei rendimenti rispetto alla tornata comparabile precedente si concentra soprattutto sul BTP biennale, mentre i titoli indicizzati all'inflazione confermano una copertura superiore all'offerta.
Punti chiave
- Italia colloca 2 miliardi di euro in BTP 3% 2028 con rendimento lordo al 3,55%, in calo di 9 punti base, rapporto di copertura 1,72.
- Il Tesoro piazza 750 milioni di euro ciascuno in BTPei 1,25% 2032 all'1,69% e BTPei 2,35% 2035 al 2,10%, domanda superiore alle assegnazioni.
- I livelli di domanda solidi sul mercato dei BTP e BTPei evidenziano interesse per scadenze lunghe e strumenti indicizzati all'inflazione, agevolando il finanziamento ordinario del Tesoro.
Risultati dell'asta del 27 ottobre
Secondo Teleborsa, che cita la Banca d'Italia, il Ministero dell'economia e delle finanze ha collocato 2 miliardi di euro del BTP 3% con scadenza 30 ottobre 2028, con richieste oltre 3,43 miliardi e un rapporto di copertura pari a 1,72. Il rendimento lordo si attesta al 3,55%, in calo di 9 punti base rispetto all'asta analoga del 24 settembre 2026.Nella stessa giornata vengono inoltre collocati 750 milioni di euro del BTPei 1,25% con scadenza 15 settembre 2032, a fronte di una domanda superiore a 1,54 miliardi e con rapporto di copertura di 2,06. Il rendimento lordo si attesta all'1,69%.
Il Tesoro colloca anche 750 milioni di euro del BTPei 2,35% con scadenza 15 settembre 2035, con richieste oltre 1,35 miliardi e un rapporto di copertura di 1,81. Il rendimento lordo si attesta al 2,10%.
Segnali per il mercato del debito pubblico
L'esito delle aste indica un assorbimento regolare dell'offerta da parte del mercato, con livelli di domanda che superano in tutti i casi gli importi assegnati. La flessione del rendimento sul titolo biennale segnala un costo di finanziamento leggermente più contenuto rispetto alla precedente emissione comparabile.Per il mercato italiano dei titoli di Stato, la tenuta della domanda sui BTP indicizzati all'inflazione conferma inoltre l'interesse per scadenze più lunghe e strumenti legati all'andamento dei prezzi. L'operazione contribuisce alla gestione ordinaria del fabbisogno di finanziamento del Tesoro sul mercato domestico.
Nella nostra precedente analisi sui record di detenzione dei titoli di Stato italiani abbiamo evidenziato che a luglio 2026 gli investitori non residenti e il comparto retail hanno portato le proprie consistenze su nuovi massimi, segnalando un rafforzamento della domanda. L’articolo sottolineava anche il parallelo calo del portafoglio della Banca d’Italia nell’ambito del disimpegno dai programmi di acquisto, con effetti sulla composizione dei detentori del debito.
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