Il tuo iPhone potrebbe essere hackerato: perché i portafogli crittografici mobili sono a rischio

Il tuo iPhone potrebbe essere hackerato: perché i portafogli crittografici mobili sono a rischio
Google avverte del rischio di hacking dell'iPhone: perché i portafogli di criptovalute mobili sono in pericolo

Gli esperti di Google hanno scoperto un nuovo strumento di hacking per iPhone che viene già utilizzato dai truffatori di criptovalute. Le vulnerabilità negli smartphone Apple potrebbero consentire agli aggressori di accedere ai portafogli di criptovalute e ai dati personali degli utenti. Se nemmeno l'iPhone può più essere considerato sicuro, dove dovrebbero essere conservati i beni digitali?

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Come le vulnerabilità dell'iPhone sono diventate uno strumento di frode per le criptovalute

Il 4 marzo 2026, i ricercatori di sicurezza di Google hanno segnalato un nuovo set di strumenti per l'hacking degli iPhone chiamato Coruna. Secondo l'azienda, questo kit di exploit utilizza 23 vulnerabilità di iOS, consentendo agli aggressori di ottenere il controllo dei dispositivi degli utenti. Alcune di queste vulnerabilità sono legate al browser e ai componenti di elaborazione dei contenuti web, rendendo possibile l'infezione di uno smartphone semplicemente visitando un sito web. Di conseguenza, l'attacco può avvenire senza installare alcuna applicazione e senza alcuna azione da parte dell'utente.

Coruna è un toolkit di exploit completo progettato per la compromissione remota dei dispositivi Apple. I ricercatori affermano che la catena di attacco utilizza molteplici vulnerabilità sequenziali che consentono agli aggressori di bypassare i meccanismi di protezione del sistema e di accedere ai dati del dispositivo. Una volta infettati, gli aggressori possono estrarre informazioni dallo smartphone, compresi file, messaggi e dati delle app. In diverse campagne documentate, questo strumento è stato utilizzato per colpire i possessori di criptovalute.

Perché gli smartphone sono un nuovo obiettivo per i criminali informatici

I portafogli di criptovalute mobili sono uno strumento importante per la gestione degli asset digitali. Secondo una ricerca pubblicata da TimesTabloid, circa il 78% degli utenti interagisce con le criptovalute attraverso gli smartphone. Allo stesso tempo, il numero di portafogli di criptovalute mobili attivi supera i 36 milioni, a testimonianza del crescente utilizzo dei servizi DeFi e delle app mobili per l'archiviazione dei token. Per gli utenti questo è comodo: un unico smartphone permette loro di immagazzinare beni, firmare transazioni e connettersi ad applicazioni decentralizzate.

Ma questa stessa versatilità trasforma il telefono in un unico centro di rischio finanziario. Un browser, le app di messaggistica, i social network e un portafoglio di criptovalute operano tutti sullo stesso dispositivo, il che significa che qualsiasi codice maligno che entra nel sistema può accedere a molti canali di dati contemporaneamente. Un link di phishing può arrivare attraverso un'app di messaggistica, aprirsi in un browser mobile e portare all'installazione di un malware, dopodiché gli aggressori possono intercettare i dati del portafoglio o ottenere l'accesso agli account degli utenti.

Nell'agosto 2025, Binance ha analizzato un caso reale di un suo utente che ha quasi perso tutti i suoi beni digitali dopo aver ricevuto una falsa e-mail. In un post sui social media, la borsa ha affermato che il phishing combinato con il malware è diventato la combinazione più pericolosa nei moderni schemi di truffa.

L'entità del problema è confermata dai numeri. Secondo Chainalysis, solo nella prima metà del 2025 sono stati rubati oltre 2,17 miliardi di dollari dai servizi di criptovaluta e una quota crescente di attacchi è rivolta agli utenti finali e ai loro portafogli. Poiché le transazioni in criptovaluta sono quasi impossibili da annullare, un dispositivo compromesso spesso significa una perdita diretta di fondi. Di conseguenza, un numero sempre maggiore di esperti di sicurezza ritiene che gli hacker prendano sempre più di mira non le borse, ma gli smartphone degli stessi possessori di criptovalute.

Perché lo smartphone non è più sufficiente per la sicurezza delle criptovalute

L'aumento degli attacchi mobili sta cambiando le modalità di protezione delle criptovalute. In passato, la minaccia principale proveniva dagli attacchi alle borse, ma oggi gli aggressori prendono sempre più di mira i dispositivi degli utenti. Per questo motivo gli esperti consigliano di utilizzare portafogli hardware, che memorizzano le chiavi private offline. Dispositivi come Ledger o Trezor isolano le chiavi dal sistema operativo dello smartphone o del computer, riducendo in modo significativo il rischio di furto anche se il dispositivo viene infettato da malware. Secondo il Financial Times, le vendite di portafogli hardware sono aumentate di decine di punti percentuali in seguito ai principali hack di criptovalute avvenuti di recente, in quanto gli investitori cercano modi più sicuri per conservare i propri beni.

Un altro importante strumento di protezione è rappresentato dai portafogli a firma multipla, o multisig. Questa tecnologia richiede che una transazione sia confermata da più chiavi contemporaneamente, rendendo il furto molto più difficile. Anche se un aggressore riesce ad accedere a un dispositivo o a una chiave, non può spostare i fondi senza ulteriori approvazioni. Queste soluzioni sono già ampiamente utilizzate dagli investitori istituzionali e dai fondi di criptovaluta e si stanno gradualmente diffondendo anche tra i singoli utenti.

Allo stesso tempo, sta crescendo l'interesse per la separazione dei dispositivi utilizzati per conservare gli asset. Un numero sempre maggiore di investitori sceglie di conservare grandi somme su dispositivi dedicati o in portafogli freddi, utilizzando lo smartphone solo per controllare i saldi o effettuare piccole transazioni. Si discute anche di nuovi standard di sicurezza mobile, dall'isolamento delle app crittografiche al rafforzamento della protezione delle chiavi private a livello di sistema operativo. Questa tendenza riflette un cambiamento essenziale nel settore: se un tempo le borse erano l'obiettivo principale degli hacker, ora gli smartphone sono sempre più minacciati in quanto luogo in cui vengono conservati i beni in criptovaluta.

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