Tokenizzare le rovine: Perché vendere la terra di Gaza su blockchain è un concetto sbagliato

Tokenizzare le rovine: Perché vendere la terra di Gaza su blockchain è un concetto sbagliato
Rovine sulla blockchain: Perché il piano di tokenizzazione di Gaza ha suscitato indignazione

La tokenizzazione degli asset del mondo reale (RWA) sta gradualmente entrando nel mainstream. Allo stesso tempo, anche la sola menzione di RWA può provocare un'ondata di indignazione, come è accaduto in risposta a una proposta di digitalizzazione e vendita di terreni a Gaza, devastata dalla guerra.

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Secondo il Financial Times, la società di consulenza BCG, insieme ai rappresentanti del Tony Blair Institute, ha presentato un piano per la creazione di un trust tokenizzato che deterrebbe terreni nella Striscia di Gaza e venderebbe proprietà frazionali agli investitori tramite blockchain. Tutto ciò era legato a incentivi finanziari per i palestinesi che avrebbero lasciato volontariamente il territorio.

La tecnologia RWA come strumento per il "nuovo sviluppo".

Una presentazione intitolata "Great Trust" ha delineato un piano per trasferire i terreni pubblici di Gaza in una struttura fiduciaria speciale, tokenizzare i diritti di proprietà e vendere quote frazionarie agli investitori tramite blockchain. I palestinesi potrebbero anche contribuire con i loro terreni privati in cambio di un token che garantisca loro il diritto all'alloggio. La visione più ampia propone di ricostruire il territorio a immagine e somiglianza di Dubai, con isole artificiali, quartieri intitolati a Elon Musk e Donald Trump e iniziative commerciali basate sulla blockchain.

Una sezione del piano fa esplicito riferimento alla visione di Donald Trump di trasformare Gaza nella "Riviera del Medio Oriente". La proposta, annunciata durante un incontro con Benjamin Netanyahu, prevedeva che gli Stati Uniti "prendessero il controllo" di Gaza e che i residenti palestinesi fossero "temporaneamente trasferiti" nei Paesi vicini.

Il piano ha suscitato la condanna internazionale, dall'avvertimento dell'ONU contro la pulizia etnica al rifiuto netto di Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Cina, Brasile e Germania. Ciononostante, Trump ha raddoppiato, dichiarando pubblicamente: "È una grande idea. Dovrebbe essere fatta", mentre alcuni membri della sua amministrazione hanno persino discusso il potenziale uso della forza militare. In Israele, i circoli di estrema destra hanno accolto l'iniziativa come un'opportunità storica per allontanare definitivamente i palestinesi da Gaza.

Reazione pubblica: tra shock e indignazione

Sebbene la struttura tecnica della proposta - creazione di un'entità legale, tokenizzazione delle sue azioni e abilitazione al trading on-chain - sia in linea con i modelli legittimi di tokenizzazione degli asset del mondo reale, l'applicazione di tali strumenti a un contesto segnato dalla guerra e dallo sfollamento forzato ha scatenato una comprensibile reazione. Gli attivisti hanno descritto la proposta non solo come assurda, ma come profondamente immorale, definendola "grottesca", "malvagia" e "un tentativo di derubare le persone che sono state cacciate dalle loro case".

In risposta alle polemiche, sia il BCG che il Tony Blair Institute hanno preso pubblicamente le distanze dall'iniziativa. Tuttavia, la sola esistenza di un piano che prevede il trasferimento fino al 25% della popolazione di Gaza, finanziato da capitali privati e amministrato tramite l'infrastruttura blockchain, ha acceso un dibattito che si è esteso ben oltre la stessa zona di conflitto.

La tecnologia senza contesto è un rischio

Ciò che distingue questo caso nello spazio delle criptovalute è il suo inquadramento tecnologico. Sulla carta, si tratta di un esempio da manuale di tokenization RWA - l'uso della blockchain per frazionare la proprietà della terra e raccogliere capitali per lo sviluppo. In pratica, però, si tratta di un tentativo di impiegare uno strumento tecnico in un contesto in cui mancano i prerequisiti fondamentali: sicurezza, chiarezza giuridica, consenso reciproco e fiducia.

Il progetto cita persino il lancio di una stablecoin specifica per Gaza, iniziative commerciali basate sulla blockchain e la creazione di un "ambiente favorevole alle criptovalute" - tutte cose che sembrano un copia-incolla dai pitch deck di Dubai. Tuttavia, gli esperti dubitano della fattibilità di tali ambizioni. La tokenizzazione immobiliare rimane in stallo anche in giurisdizioni stabili, e l'idea di lanciarla in mezzo alla devastazione post-bellica rasenta la fantasia.

Conclusione

L'idea di gettonare la terra di Gaza può sembrare ambiziosa, ma è il suo distacco dalla realtà umanitaria vissuta a destare le maggiori preoccupazioni. Più lo spazio RWA diventa ambizioso, più deve fare i conti non solo con il codice e il capitale, ma anche con l'etica, la legge e il giudizio critico. Per ora, la Riviera di Gaza rimane poco più di una teoria provocatoria - senza un percorso credibile di attuazione nel prossimo futuro.

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