Assiom Forex, operatori più ottimisti su azioni e tagli Fed, ma cresce l’incertezza sull’AI

Assiom Forex, operatori più ottimisti su azioni e tagli Fed, ma cresce l’incertezza sull’AI
Ottimismo tra dubbi AI

Il quadro che emerge per i mercati nei prossimi mesi è di un ottimismo ancora prevalente, ma meno compatto, con l’intelligenza artificiale indicata come principale variabile di rischio insieme alle incognite macro e geopolitiche. A delinearlo è il sondaggio mensile di febbraio 2026 di Assiom Forex, realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor, che fotografa aspettative in aumento sui listini e una maggiore propensione a scenari di taglio dei tassi negli Stati Uniti dopo il cambio al vertice della Fed.

In evidenza

  • Il 49% degli operatori Assiom Forex a febbraio 2026 prevede listini azionari in rialzo, con un aumento dal 43% di gennaio, ma cresce l’incertezza legata all’AI.
  • Il 48% degli intervistati si aspetta un rafforzamento dell’euro sul dollaro, su dal 39% di gennaio, citando tensioni geopolitiche e dubbi sul debito Usa.
  • Il 64% degli operatori si attende una Fed più accomodante con Warsh nuovo governatore da maggio, mentre l’85% vede lo spread Btp-Bund tra 50 e 100 punti fino ad agosto.

Attese di Borsa in rialzo e rischio AI

Fra gli operatori Assiom Forex intervistati a febbraio 2026, il 49% si aspetta listini in rialzo, in aumento rispetto al 43% di gennaio. Nel dettaglio, il 44% indica variazioni attese tra +3% e +10%, mentre il 5% prevede incrementi oltre il 10%. Calano invece le scommesse su una stabilità dei mercati, dal 48% al 37%, mentre sale la quota di chi si attende un ribasso dal 9% al 14%. Secondo Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex, l’ottimismo resta maggioritario ma le incertezze sull’impatto dell’intelligenza artificiale stanno ampliando la dispersione delle aspettative.

Euro/dollaro sotto i riflettori tra geopolitica e debito Usa

Il sondaggio segnala che continuano i venti contrari al dollaro, in un contesto citato di tensioni geopolitiche, dubbi sulla sostenibilità del debito Usa e divisioni all’interno della Federal Reserve. Il 48% degli intervistati prevede un ulteriore rafforzamento dell’euro sul biglietto verde, in aumento dal 39% del sondaggio di gennaio. Rimane sostanzialmente stabile la quota di chi si attende un cambio invariato (34% dal 32%), mentre scende dal 29% al 18% la percentuale di chi prevede un indebolimento dell’euro. Mocio ha ricordato che a gennaio il cambio euro/dollaro ha aumentato la volatilità, muovendosi in un intervallo tra 1,160 e 1,204, e che si rafforzano le attese di apprezzamento della valuta europea.

Fed e spread, focus su tassi e Btp-Bund fino ad agosto

Con l’atteso cambio al vertice della Federal Reserve, il campione degli operatori si aspetta una politica monetaria più accomodante. Mocio afferma che Donald Trump ha nominato Kevin Warsh prossimo governatore della Fed, con ingresso previsto a maggio alla scadenza del mandato di Jerome Powell, e che il 64% degli intervistati vede un orientamento verso ulteriori tagli dei tassi. Il 36% prevede invece un’impostazione restrittiva, richiamando la reputazione da “falco” di Warsh, pur ritenuta ammorbidita nel tempo dalla maggioranza del campione. Sul fronte domestico, l’85% degli intervistati prevede lo spread Btp-Bund tra 50 e 100 punti da qui ad agosto, mentre cresce dal 9% al 15% la quota di chi lo vede tra 100 e 150 punti; nessuno indica un ritorno nell’area 150-200. Mocio osserva che il differenziale resta vicino ai minimi dal 2008 e che l’attività di emissione del Tesoro a inizio anno e il successo delle prime operazioni sindacate hanno sostenuto la performance dello spread.

In un nostro precedente articolo abbiamo analizzato la pressione su Meta Platforms e il rafforzamento del focus sugli investimenti in intelligenza artificiale. Avevamo evidenziato il taglio dei premi azionari ai dipendenti, la partnership pluriennale con Nvidia e un quadro tecnico ancora debole, con il titolo sotto le principali medie mobili e resistenze chiave.

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