Anie accelera nella crescita interna, ma le tensioni globali aumentano i rischi operativi

Anie accelera nella crescita interna, ma le tensioni globali aumentano i rischi operativi
Anie tra crescita e rischi

In un manifatturiero italiano che chiude il 2025 in calo, elettrotecnica ed elettronica restano tra i comparti che mantengono un passo superiore alla media. Nei primi mesi del 2026 la crescita del sistema Anie sale al 2,4%, sostenuta soprattutto dalla domanda interna mentre l'export risente di uno scenario internazionale più instabile.

In evidenza

  • Federazione Anie prevede una crescita della produzione dell'1,8% nel 2025 e del 2,4% nei primi mesi del 2026, spinta da una domanda interna in aumento del 3,1%.
  • Il 62% delle aziende segnala rincari nei trasporti, il 54% nelle materie prime e il 42% nell'energia, mentre la logistica rallenta il 40% delle imprese.
  • Oltre l'80% delle aziende Anie si attende ormai effetti almeno moderati dalle tensioni globali, con il 39% che prevede ripercussioni rilevanti sull'attività.

Crescita del comparto e sostegno del mercato interno

Come riportato da Il Sole 24 Ore, i settori rappresentati da Federazione Anie segnano un aumento della produzione dell'1,8% nel 2025, in controtendenza rispetto al manifatturiero italiano, che chiude l'anno a -0,5%. Nei primi mesi del 2026 il ritmo accelera ulteriormente, con una crescita del 2,4%.

La spinta arriva soprattutto dal mercato domestico, con una domanda interna in aumento del 3,1% che compensa la debolezza delle vendite all'estero. All'interno del comparto, l'elettronica cresce del 2,7% e l'elettrotecnica dell'1,5%, trainate dagli investimenti legati alla trasformazione industriale.

Federazione Anie riunisce 1.100 imprese, circa 480mila addetti, 112 miliardi di euro di fatturato aggregato e 27 miliardi di export nelle tecnologie elettrotecniche ed elettroniche. La tenuta del settore assume quindi un rilievo che va oltre il perimetro industriale specifico, anche se per oltre metà delle aziende la continuità operativa non supera i sei mesi senza un miglioramento del quadro globale.

Pressione su costi, logistica e investimenti

Lo scenario internazionale resta il principale elemento di incertezza per le imprese del campione Anie. Il 71% opera sui mercati esteri e oltre la metà esporta anche verso l'area mediorientale coinvolta nelle tensioni in corso, con effetti già visibili su costi e programmazione.

Il 62% delle aziende segnala rincari nei trasporti, il 54% nelle materie prime e il 42% nell'energia, mentre per il 35% cresce anche l'incertezza sugli investimenti. La logistica emerge come uno dei nodi più critici ed è indicata da quasi il 40% delle imprese come fattore di rallentamento operativo.

Il prolungarsi della crisi modifica anche le aspettative delle aziende. Se una soluzione entro un mese avrebbe comportato impatti nulli o limitati per il 73% del campione, ora oltre l'80% prevede effetti almeno moderati e il 39% teme ripercussioni rilevanti sull'attività.

Nel nostro precedente articolo sugli incentivi Transizione 4.0 e 5.0 nel manifatturiero veneto abbiamo evidenziato come la maggior parte delle imprese abbia già investito tra il 2022 e il 2025, con ricadute positive su competitività e occupazione. Allo stesso tempo, abbiamo sottolineato che i ritardi attuativi e l’incertezza normativa (in particolare sul nuovo iperammortamento previsto dalla Legge di Bilancio 2026) rischiano di rinviare nuove decisioni di spesa e di indebolire la spinta alla modernizzazione.

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