Previsioni sul prezzo del greggio WTI: il picco delle esportazioni del Golfo pesa sui rialzisti vicino ai 64 dollari
Il greggio WTI è sceso di oltre l'1,5%, sfiorando i 64,4 dollari al barile. Si tratta di un calo rispetto ai recenti massimi, poiché l'aumento delle esportazioni dal Medio Oriente e i colloqui nucleari in corso tra Stati Uniti e Iran hanno riportato l'attenzione sull'offerta. Sempre più operatori si stanno preparando al rischio di surplus prima della prossima riunione dell'OPEC+. Le spedizioni saudite dovrebbero raggiungere il livello più alto degli ultimi tre anni e anche le esportazioni di Iraq, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti sono in aumento.
In evidenza
- Il WTI è vicino a 64,4 dollari dopo non essere riuscito a superare la resistenza di 66,5 dollari.
- Le esportazioni saudite e del Golfo stanno aumentando in vista della prossima riunione dell'OPEC+.
- Una rottura al di sotto di $64 espone al gruppo di EMA da $62 a $61,7 e potenzialmente a $60.
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Anche se le notizie geopolitiche rendono il mercato ancora instabile, il tono del mercato suggerisce che le aspettative di approvvigionamento sono attualmente più importanti dei premi guidati dalla paura. I progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran sulle armi nucleari hanno attenuato i timori di interruzioni immediate, anche se le tensioni nella regione sono ancora elevate. Allo stesso tempo, l'aumento dei volumi di esportazione da parte dei principali produttori del Golfo sta facendo pensare che gli equilibri globali potrebbero tornare verso un surplus nei prossimi mesi.
Questa ricalibrazione arriva in un momento delicato, con l'OPEC+ pronta a valutare la politica di produzione. Qualsiasi segnale che indichi un aumento della produzione ad aprile potrebbe amplificare la pressione al ribasso, soprattutto se le aspettative di approvvigionamento iraniane si rafforzano.
I grafici mostrano un rifiuto della resistenza
Dal punto di vista tecnico, il greggio si è bloccato al di sotto della zona di resistenza compresa tra 66,5 e 67 dollari e ha stampato una candela di rifiuto dopo non essere riuscito a sostenere un tentativo di breakout. La struttura più ampia continua a riflettere i massimi più bassi dal precedente picco di 76 dollari, mantenendo la tendenza correttiva più ampia all'interno di un trend discendente più lungo iniziato a metà del 2025.

Dinamica dei prezzi del WTI (Fonte: TradingView)
Il WTI si trova attualmente vicino all'EMA a 20 giorni a 64,18 dollari, che funge da supporto immediato. Una chiusura giornaliera decisiva al di sotto di questo livello sposterebbe l'attenzione sull'EMA a 200 giorni a 62,84 dollari, strettamente allineata con l'EMA a 50 giorni a 62,31 dollari e l'EMA a 100 giorni a 61,69 dollari. Questa fascia compresa tra 62,8 e 61,7 dollari rappresenta un campo di battaglia tecnico fondamentale. Una rottura prolungata al di sotto di essa aprirebbe la porta verso i 60 dollari e potenzialmente verso la zona di domanda compresa tra 58 e 56 dollari vista a dicembre.
Gli indicatori di momentum sono neutrali ma in attenuazione. L'RSI vicino a 53 ha superato i massimi recenti, indicando un affievolimento della pressione rialzista. L'incapacità di spingere l'RSI al di sopra di 60 durante il recente rally suggerisce una convinzione limitata al rialzo.
Come discusso in precedenza, il WTI ha ripetutamente faticato a convertire i rimbalzi in trend rialzisti sostenuti, con rally verso la metà dei 60 dollari che hanno spesso incontrato l'offerta. A meno che il greggio non recuperi i 67 dollari con un forte volume e un forte seguito, la tendenza a breve termine rimane inclinata verso un consolidamento o un nuovo ribasso all'interno dell'intervallo stabilito tra i 62 e i 67 dollari.
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