Puglia sospende i bandi Fesr-Fse+, Confindustria avverte su rischi per gli investimenti

Puglia sospende i bandi Fesr-Fse+, Confindustria avverte su rischi per gli investimenti
Bandi Puglia sospesi

Il Sole 24 Ore reports that la Regione Puglia ha deciso di sospendere, in via provvisoria, la pubblicazione di nuovi avvisi per finanziare investimenti delle imprese nel quadro del Pr Puglia Fesr-Fse+ 2021-27, secondo una deliberazione della giunta in pubblicazione sul bollettino ufficiale. Alla base della scelta c’è lo squilibrio tra domande già istruite, pari a 2,2 miliardi di euro, e risorse disponibili per 1,35 miliardi, con il timore di creare squilibri sul bilancio regionale e sugli obiettivi dei programmi Ue. La misura coinvolge in particolare Contratti di programma e Programmi integrati di agevolazione (Pia), mentre restano operative altre linee di incentivo citate dalla Regione.

In evidenza

  • La Regione Puglia sospende i bandi Fesr-Fse+ per Contratti di programma e Pia dopo aver ricevuto richieste per 2,2 miliardi contro una dotazione di 1,35 miliardi.
  • Confindustria Puglia segnala rischi di rallentamento degli investimenti e maggiore incertezza imprenditoriale, chiedendo il ripristino immediato dei bandi e collegando lo stop al reset delle misure 2021-27.
  • Rimangono attive altre misure come STEP da 471,5 milioni, Nidi e Tecno Nidi, e 20 milioni per la provincia di Taranto, mentre il ciclo 2014-2020 ha attivato 8,4 miliardi di investimenti con quasi 3 miliardi di contributi.

Stop a contratti di programma e Pia

La sospensione riguarda gli avvisi pubblici dei Contratti di programma e dei Programmi integrati di agevolazione (Pia), strumenti che interessano più comparti, incluso il turismo. La decisione arriva dopo l’accumulo di richieste già istruite per 2,2 miliardi di euro a fronte di una dotazione disponibile inferiore alla metà, 1,35 miliardi. Durante la sospensione, di cui non è indicata la durata, le strutture regionali dovranno completare l’iter delle istanze pendenti e procedere alla copertura dell’incentivo nella misura ancora necessaria. L’obiettivo dichiarato è recuperare eventuali economie ed evitare squilibri nel bilancio regionale e nel conseguimento dei target dei programmi Ue. Una volta riequilibrata la situazione, la Regione prevede di riprendere la pubblicazione degli avvisi oggi bloccati.

Pressione delle imprese e nodo delle risorse

Confindustria Puglia ha espresso preoccupazione e chiede di ripristinare “nel più breve tempo possibile, la piena operatività dei bandi”. L’associazione teme un rallentamento degli investimenti programmati e un aumento dell’incertezza tra gli imprenditori nel valutare nuove iniziative produttive. Lo stop viene letto anche come conseguenza di un “reset” delle misure agevolative 2021-27, definizione attribuita a dichiarazioni di inizio febbraio dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio. Il presidente di Confindustria Puglia, Potito Salatto, richiama inoltre la fase economica complessa e il ruolo degli incentivi come leva di stabilità e fiducia. Nel quadro delle cause dello squilibrio, il testo indica anche l’incremento di un ulteriore 15% dei contributi concessi ai sensi della carta Ue degli incentivi.

Misure attive e precedenti sul ciclo 2014-2020

La sospensione non riguarda altre misure citate, tra cui STEP, bando pubblicato ad agosto scorso con 471,5 milioni per lo sviluppo di tecnologie critiche. Restano attivi anche Nidi e Tecno Nidi, rivolti a startup e piccole imprese innovative, e le linee Just Transition Fund Pia e mini-Pia per la provincia di Taranto, con bando pubblicato a gennaio 2026 per 20 milioni di euro. Su Taranto viene segnalato un deficit di progettualità dal territorio, elemento che condiziona l’utilizzo delle risorse disponibili. Guardando ai precedenti, il testo ricorda che nel ciclo dei fondi Ue 2014-2020 gli incentivi hanno attivato quasi 8,4 miliardi di investimenti (di cui 1,7 in R&S) da parte di 19mila imprese, a fronte di quasi 3 miliardi di contributi concessi. A chiusura di quel ciclo vengono inoltre richiamate risorse per 1,2 miliardi previste nell’accordo di Coesione firmato a novembre tra Regione e governo nazionale, oltre a investimenti imprenditoriali futuri indicati come almeno 2.500 a partire dal 2024.

In precedenza abbiamo riportato il forte arretramento dei mercati azionari europei legato all’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha spinto gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset di rischio. Nel nostro articolo venivano evidenziati anche la corsa ai beni rifugio e i timori di ulteriori ricadute su energia e catene di approvvigionamento, con pressioni su comparti sensibili come turismo e servizi finanziari.

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