Italia accelera il monitoraggio sui carburanti, tavolo Mimit con Mister prezzi

Italia accelera il monitoraggio sui carburanti, tavolo Mimit con Mister prezzi
Benzina: stretta sui controlli

L’aumento dei prezzi di benzina e gasolio continua a riflettersi sui listini alla pompa e spinge le istituzioni a rafforzare i controlli. In base ai dati del Mimit, monitorati quotidianamente su Lab24, i valori medi sono saliti sia sulla rete stradale sia in autostrada, mentre per il 6 marzo è previsto un confronto dedicato all’andamento dei mercati energetici e alle possibili ricadute sull’inflazione.

In evidenza

  • Il prezzo medio della benzina in Italia ha raggiunto 1,724 euro al litro su strada e 1,836 in autostrada, con il gasolio a 1,818 e 1,948 euro, toccando i massimi da marzo 2024 dopo le tensioni con l’Iran.
  • Codacons denuncia picchi fino a 2,5 euro per il gasolio in autostrada segnalando sospette speculazioni, mentre varie associazioni chiedono interventi di trasparenza e misure per contenere rincari fino a 30 centesimi.
  • Il ministro Adolfo Urso ha rafforzato dal 4 marzo il monitoraggio sui carburanti e convocato tavoli con compagnie e associazioni per analisi su prezzi, Brent (intorno a 83 dollari al barile) e quotazioni Platts.

Secondo Il Sole 24 Ore e il monitoraggio del Mimit, ieri la benzina in media sulla rete stradale italiana è arrivata a 1,724 euro al litro, in aumento rispetto ai giorni precedenti, e in autostrada a 1,836. Per il gasolio la crescita è stata più marcata, con 1,818 euro al litro sulle strade e 1,948 in autostrada. I livelli vengono indicati come i massimi da marzo 2024 e l’accelerazione è collegata all’innesco sui mercati dopo l’attacco all’Iran.

Stando all’ultima rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha ritoccato verso l’alto i prezzi consigliati, con +2 centesimi sulla benzina e +7 sul gasolio. Tamoil, sempre secondo la rilevazione, ha incrementato di 3 centesimi la benzina e di 10 centesimi il diesel. Nel dibattito sulle cause dei rincari, diverse organizzazioni hanno evocato possibili comportamenti speculativi e hanno chiesto strumenti o verifiche per contenere l’impatto sui consumatori e sulle imprese.

Segnalazioni di speculazioni e interventi delle associazioni

Il Codacons ha denunciato picchi fino a 2,5 euro al litro per il gasolio in autostrada e ha richiamato la possibilità di ricorrere alle accise mobili per mitigare i prezzi. Adoc ha parlato di “speculazioni” da parte dei petrolieri, sulla scia delle accuse già formulate martedì dai benzinai tramite le organizzazioni di categoria Faib, Fegica e Figisc. Anche Assotir ha segnalato la situazione al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo misure per contenere lo shock e maggiore trasparenza sugli aumenti indicati come fino a 30 centesimi.

Assoutenti ha annunciato un esposto all’Antitrust citando un andamento ritenuto anomalo per velocità ed entità dei rincari; il presidente Gabriele Melluso ha collegato la richiesta di verifiche al fatto che il petrolio sarebbe stato acquistato nei mesi scorsi a prezzi inferiori. Preoccupazioni analoghe sono arrivate anche da Coldiretti, Confcooperative Fedagripesca e Cna. Nel complesso, le associazioni chiedono chiarimenti sulla formazione dei prezzi e misure per evitare che gli aumenti si traducano in ulteriori pressioni sui costi lungo la filiera.

Il tavolo Mimit e il confronto su Brent e quotazioni Platts

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha convocato per la mattinata del 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, presieduta dal garante Benedetto Mineo, noto come “Mister prezzi”. Il primo incontro è dedicato all’andamento dei mercati energetici con un focus sui prodotti petroliferi, mentre il secondo riguarda le possibili ricadute inflattive. Su indicazione del ministro, dall’inizio della settimana è stato potenziato il monitoraggio sui carburanti e i primi esiti sono stati trasmessi alla Guardia di Finanza, mentre Mineo ha già chiesto chiarimenti alle principali compagnie petrolifere sui recenti rialzi dei listini.

Al confronto partecipano anche le associazioni di categoria, tra cui Unem, che rappresenta le aziende petrolifere e richiama l’importanza di non usare il solo greggio come riferimento per spiegare i listini. Unem sottolinea che benzina e gasolio sono frazioni del petrolio e che le loro valutazioni internazionali sono rilevate dal Platts (Cif Med), legato alle condizioni del mercato fisico. L’associazione indica il Brent intorno agli 83 dollari al barile e osserva differenze rispetto alle quotazioni Platts di un anno fa, oltre a evidenziare che da venerdì il Platts del gasolio avrebbe guadagnato circa 18 centesimi al litro mentre il prezzo medio alla pompa sarebbe cresciuto di poco meno di 10, con dinamiche analoghe, ma meno ampie, per la benzina.

In una nostra precedente analisi ci siamo concentrati su Saipem e sulle prospettive del titolo, tra pressione di vendita nel breve e trend rialzista nel medio-lungo periodo. Avevamo inoltre evidenziato la partnership con Capsol Technologies per soluzioni di cattura della CO2 e la fusione pianificata con Subsea7 come principali driver strategici, insieme ai livelli tecnici chiave monitorati dagli esperti di Traders Union.

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