Hoepli avvia la liquidazione volontaria dopo perdite e tensioni tra soci

Hoepli avvia la liquidazione volontaria dopo perdite e tensioni tra soci
Hoepli avvia liquidazione

La storica casa editrice e libreria milanese Hoepli entra in liquidazione volontaria dopo la decisione assunta oggi dall’assemblea dei soci, secondo una nota della società che lega la scelta a una valutazione complessiva della situazione aziendale e del contesto di mercato.

In evidenza

  • Hoepli S.p.A. ha deliberato la liquidazione volontaria a causa di esercizi negativi e di un grave conflitto interno tra i soci.
  • L’assemblea ha nominato l’avvocato Laura Limido come liquidatore, puntando a un processo imparziale volto a tutelare patrimonio, creditori e dipendenti.
  • Il socio Giovanni Nava, titolare del 30% delle azioni, si è opposto alla liquidazione e contesta la mancata valutazione di alternative di rilancio aziendale.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, su proposta del consiglio di amministrazione, l’assemblea dei soci di Hoepli S.p.A. ha deliberato lo scioglimento volontario della società e la messa in liquidazione. La nota aziendale parla di una “sofferta e approfondita riflessione” sulla situazione complessiva. Tra i fattori indicati pesano risultati di esercizio negativi collegati all’andamento previsionale del mercato editoriale e librario. Viene citato anche un “gravoso conflitto endosocietario” che ha inciso sul percorso decisionale.

La società sostiene che la liquidazione volontaria rappresenti “l’unica soluzione giuridicamente appropriata” per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e favorirne la migliore salvaguardia possibile. Nel comunicato si sottolinea l’obiettivo di preservare il valore del patrimonio aziendale e garantire tutela alle parti coinvolte. La nota afferma inoltre che il riserbo mantenuto finora era legato alla necessità di non anticipare fatti rilevanti prima delle determinazioni degli organi competenti. La decisione odierna viene presentata come il punto che consente di ricostruire in modo compiuto il percorso deliberativo seguito.

Gestione della liquidazione e tutele

L’assemblea ha affidato la gestione della liquidazione all’avvocato Laura Limido. La scelta, secondo quanto riportato nel comunicato, mira ad assicurare una conduzione “imparziale ed efficiente” del processo. La società richiama un quadro di “pieno rispetto” dei diritti di creditori, dipendenti e altri soggetti interessati. L’impostazione dichiarata è quella di massimizzare la tutela possibile per tutte le parti nel corso della procedura.

Nel testo si fa riferimento anche all’attenzione mediatica sulle vicende societarie e occupazionali e a “indebite affermazioni” da parte di soggetti non autorizzati. La nota collega la gestione della comunicazione alla necessità di non pregiudicare passaggi ritenuti rilevanti prima delle decisioni formali. La liquidazione segna, nei fatti, la fine dell’attività della società nella forma attuale. Resta centrale, nelle indicazioni della società, la salvaguardia del patrimonio e delle posizioni coinvolte nel processo.

La posizione del socio Nava e il nodo occupazionale

Alla decisione ha replicato con una nota Giovanni Nava, indicato come socio con il 30% delle azioni, dichiarando di essersi opposto alla liquidazione. Nava afferma di prendere atto “con grande dispiacere” della scelta della maggioranza e richiama anche l’ipotesi di cessione dell’azienda, anche frazionata in rami o “del tutto disgregata”. Sostiene di aver contestato in assemblea la direzione intrapresa e lamenta che non sia stata valutata l’idea di affidare un rilancio a un nuovo management. Nella sua comunicazione annuncia l’intenzione di proseguire la “battaglia” nelle sedi consentite dalla legge per salvaguardare l’attività della casa editrice e della libreria.

Nava richiama inoltre il ruolo dei dipendenti, citando 90 lavoratori e lavoratrici come parte viva e produttiva dell’azienda. Il passaggio mette in evidenza la dimensione occupazionale tra le implicazioni della procedura, oltre a quella industriale e patrimoniale. La contrapposizione tra la linea della maggioranza e quella del socio di minoranza evidenzia la tensione interna richiamata anche nella nota societaria. In assenza di ulteriori dettagli nel comunicato, l’evoluzione dipenderà dagli atti della liquidazione e dalle eventuali iniziative annunciate dal socio.

In una nostra precedente analisi abbiamo ricostruito la fase finale della trattativa che potrebbe portare Treccani a entrare in maggioranza nella casa editrice torinese Lattes, con una deadline slittata alla prima parte di marzo in attesa di garanzie sulla posizione debitoria. L’approfondimento evidenziava anche gli scenari alternativi in caso di mancato accordo e le possibili ricadute sulla governance, nel quadro del rafforzamento nell’editoria scolastica.

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