Istat, export 2025 in crescita, la Toscana accelera e amplia il divario territoriale
La dinamica delle esportazioni italiane mostra una ripresa non uniforme tra le Regioni, con pochi territori che sostengono l’aumento complessivo e altri che arretrano rispetto all’anno precedente. Secondo i dati Istat pubblicati l’11 marzo, nel 2025 l’export nazionale è salito del 3,3% e le vendite verso gli Stati Uniti sono cresciute del 7,2% nonostante i dazi introdotti lo scorso aprile da Trump. Nel confronto con il 2024, l’articolo descrive un Paese diviso, circa metà delle Regioni migliora e l’altra metà peggiora.
In evidenza
- Toscana prevede un aumento dell’export del 21,3% nel 2025, raggiungendo 76,3 miliardi di euro e avvicinandosi ai valori di Veneto ed Emilia Romagna.
- Il comparto metalli in Toscana cresce del 95,4% nel 2025, incrementando la quota nazionale regionale dal 10,2% al 18,1%; la farmaceutica rappresenta il 32,1% dell’export italiano di settore.
- L’export nazionale cresce del 3,3% nel 2025 ma con forti divergenze territoriali, trainato da regioni come Toscana mentre molte altre registrano rallentamenti.
Toscana locomotiva dell’export regionale
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la Toscana emerge come principale motore della crescita, con un incremento dell’export del 21,3% nel 2025. In termini di valore, le esportazioni regionali passano da 62,9 a 76,3 miliardi di euro, superando i 76 miliardi annui. Il testo collega questa esposizione anche al quadro citato da Confartigianato, che nei giorni scorsi ha indicato la Regione come la più esposta all’escalation in Medio Oriente.Nel ranking nazionale la Toscana resta al quarto posto, ma riduce la distanza dalle prime tre Regioni. Davanti si collocano Veneto con 80 miliardi di euro, Emilia Romagna con 84,3 miliardi e Lombardia con 167,1 miliardi. Il dato evidenzia quindi un riavvicinamento ai livelli delle aree tradizionalmente più forti nelle esportazioni, pur senza cambiare l’ordine delle posizioni.
Settori chiave, metalli e farmaceutica in forte espansione
Due comparti risultano determinanti nell’accelerazione toscana e, secondo l’articolo, hanno raddoppiato la quota di export da un anno all’altro. Il primo è quello dei metalli di base e dei prodotti in metallo, escluse macchine e impianti, che nel 2025 cresce del 95,4%. La crescita si riflette anche sul peso nazionale: la quota toscana passa dal 10,2% del totale italiano nel 2024 al 18,1% nel 2025.Ancora più rilevante, per incidenza sul totale nazionale del comparto, è l’export degli articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici, anch’esso quasi raddoppiato nel 2025. Sulle esportazioni italiane del settore, l’anno precedente le vendite dalla Toscana hanno rappresentato il 32,1% del totale, circa un terzo. L’evoluzione descritta consolida la specializzazione regionale e contribuisce a spiegare perché l’avanzata complessiva dell’export non sia omogenea tra i territori.
Italia a due velocità, la crescita non è omogenea
L’articolo evidenzia che l’aumento dell’export italiano nel 2025 è sostenuto solo da alcuni territori, mentre altre Regioni rallentano. Nel confronto con il 2024, la situazione viene definita “spaccata”, con metà del Paese in miglioramento e l’altra metà in peggioramento. Questo quadro implica che il dato nazionale del +3,3% nasconde divergenze territoriali significative.La crescita verso gli Stati Uniti, indicata al +7,2%, viene citata come elemento positivo in un contesto reso più complesso dai dazi introdotti lo scorso aprile da Trump. Tuttavia, la lettura proposta è che l’andamento estero, pur favorevole, non basta a compensare le differenze interne. Ne deriva un tema di competitività regionale, in cui la capacità di alcuni distretti e settori di espandersi all’estero risulta decisiva per il risultato complessivo.
In una nostra precedente analisi abbiamo seguito l’ipotesi di investimento di Manifatture Sigaro Toscano nello stabilimento di Lucca, collegata alla crescita dell’export e al rafforzamento della capacità produttiva. Nell’articolo avevamo ricostruito i volumi del sito, il mix tra lavorazioni artigianali e processi industriali e il possibile ampliamento per introdurre nuove linee di produzione.
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