Regione Lombardia sollecita intervento Ue per contenere i costi energia
A margine di LetExpo 2026, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi ha richiamato l’attenzione sull’impatto dei rincari energetici sul tessuto produttivo, legando l’allarme alla fase geopolitica in corso. In dichiarazioni riportate nel testo, Guidesi chiede un’azione europea immediata e strutturale per limitare speculazione e sovracosti, avvertendo che senza misure concrete potrebbero fermarsi produzioni e consumi.
In evidenza
- Regione Lombardia sollecita un intervento immediato e strutturale dell'Ue per contenere la speculazione e i rincari energetici.
- Guidesi avverte che senza misure europee la produzione e i consumi rischiano un blocco, con impatti diretti sull’attività economica.
- L’assessore paventa una fase economica estremamente negativa, con rischi occupazionali e sociali simili a quelli della crisi pandemica.
Richiesta di misure europee contro i sovracosti
Come riporta Il Sole 24 Ore, Guidesi si dice contrario all’attesa di un intervento della Commissione europea e chiede che si intervenga per contenere speculazione e rincari. Secondo l’assessore serve una risposta immediata e strutturale, non un intervento temporaneo. Nel suo ragionamento, l’assenza di misure rischia di bloccare sia la produzione sia i consumi, con ricadute dirette sull’attività economica. La dichiarazione viene inserita nel contesto di una fase che l’assessore definisce delicata e difficile per il mondo economico e produttivo.Rischi per produzione, occupazione e tenuta sociale
L’esponente della giunta lombarda sostiene che il sistema sia “in piena emergenza” e invoca il ritorno di strumenti europei analoghi a quelli usati durante la crisi pandemica sanitaria. L’obiettivo, nelle sue parole, è affrontare l’attuale pressione dei costi energetici con misure ritenute efficaci e già sperimentate in passato. In assenza di interventi decisi e concreti, Guidesi prefigura una fase economica “estremamente negativa”. A questo scenario associa potenziali conseguenze anche sul piano occupazionale e sociale, indicando rischi di ricadute più ampie oltre l’industria.In precedenza, nella nostra pubblicazione abbiamo raccontato la decisione dell’Italia di contribuire all’operazione internazionale di sblocco delle scorte petrolifere per contenere la volatilità dei prezzi e tutelare la sicurezza degli approvvigionamenti. Nell’articolo veniva indicato il rilascio di quasi 10 milioni di barili dalle riserve strategiche e il quadro di monitoraggio a livello europeo legato alle tensioni geopolitiche e al rischio di ulteriori perturbazioni del mercato energetico.
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