Fiere italiane, Aefi attiva un osservatorio di crisi e chiede al governo misure in caso di impatti dalla guerra in Iran

Fiere italiane, Aefi attiva un osservatorio di crisi e chiede al governo misure in caso di impatti dalla guerra in Iran
Aefi monitora crisi fieristica

Le società fieristiche italiane tengono aperti i canali istituzionali per prepararsi a eventuali ricadute operative ed economiche legate alla guerra in Iran e all’instabilità nell’area del Golfo, secondo quanto riferisce Aefi. Al momento non emergono contraccolpi rilevanti su espositori e visitatori, ma cresce l’attenzione per l’aumento dei costi energetici e per le possibili restrizioni ai collegamenti aerei da o attraverso i Paesi del Golfo, snodo di transito per flussi in arrivo dall’Asia.

In evidenza

  • Aefi istituisce un Osservatorio di crisi e avvia il confronto con il governo per misure di supporto in caso di impatti prolungati dalla guerra in Iran.
  • Principali rischi individuati dal settore includono restrizioni nei trasporti aerei da/verso il Golfo, aumento dei costi energetici e incertezza su eventi fieristici a Dubai.
  • Informa posticipa Middle East Energy 2026 a settembre, BolognaFiere rinvia Cosmoprof Connect Dubai al secondo semestre, mentre Italian Exhibition Group conferma target finanziari 2026 e gli eventi previsti.

Osservatorio Aefi e interlocuzione con il governo

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, Aefi avvia la scorsa settimana un Osservatorio di crisi sui flussi e lo invia ai propri associati, spiega il presidente Maurizio Danese. In parallelo l’associazione si confronta con i referenti del ministero per gli Affari esteri per raccogliere risposte e ricostruire l’esposizione del settore. Una volta completata la rilevazione, Aefi prevede di presentare i risultati al governo per valutare se e dove attivare misure di sostegno o di aiuto. L’obiettivo dichiarato è essere pronti a intervenire se la crisi dovesse prolungarsi nei prossimi mesi e tradursi in un impatto diretto sulle attività fieristiche. Danese precisa che, allo stato, non si registrano effetti significativi sulla partecipazione, mentre la preoccupazione sui costi energetici è già evidente.

Trasporti, energia e calendario eventi a Dubai

Tra i rischi principali indicati dal settore c’è la difficoltà, o l’impossibilità, per alcuni espositori o visitatori di raggiungere l’Italia a causa delle restrizioni nel trasporto aereo da o via Paesi del Golfo. L’area viene descritta come un bacino importante di visitazione per molte fiere italiane e, soprattutto, come hub di transito per buyer ed espositori in arrivo dall’Asia. Il secondo fattore di pressione è l’aumento dei costi energetici, in linea con quanto accade anche ad altri comparti produttivi. Il terzo riguarda l’operatività diretta di gruppi fieristici italiani e internazionali nei Paesi coinvolti dalla crisi, in particolare a Dubai.

Le mosse dei principali operatori e gli obiettivi finanziari

Informa è il primo a riprogrammare un evento a Dubai, posticipando a settembre Middle East Energy 2026, inizialmente prevista dal 7 al 9 aprile, e valuta il possibile rinvio di altre kermesse. BolognaFiere decide di spostare Cosmoprof Connect Dubai, prevista il 14 e 15 aprile, al secondo semestre, con nuove date che vengono comunicate quanto prima, spiega l’amministratore delegato Antonio Bruzzone. Bruzzone conferma invece Cosmoprof Milano dal 26 al 29 marzo, con numeri finora superiori alla precedente edizione e senza notizie di cancellazioni, pur non escludendo rinunce dell’ultimo minuto se la situazione non migliorasse. Italian Exhibition Group organizza tre manifestazioni a Dubai tra ottobre e novembre e, al momento, le conferma, afferma l’amministratore delegato Corrado Peraboni, aggiungendo che il gruppo conta di ammortizzare eventuali impatti con altre manifestazioni che stanno andando meglio del previsto. Peraboni dice inoltre che Ieg conferma i target finanziari comunicati per il 2026 e, sul fronte Italia, non rileva criticità immediate, con VicenzaOro, la fiera più esposta ai flussi dall’area del Golfo, in programma a settembre.

In un nostro precedente articolo abbiamo riportato il confronto in corso sulla riforma dell’Ets e sul possibile impatto del meccanismo sul prezzo dell’energia, anche in relazione al decreto Bollette. L’analisi evidenziava l’aumento dei prezzi dei permessi e le preoccupazioni di industria e associazioni su competitività e rischio di delocalizzazioni, nel quadro delle richieste italiane di sospensione e revisione più ampia.

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