Inwit difende i contratti sulle torri fino al 2038

Inwit difende i contratti sulle torri fino al 2038
Inwit difende i contratti

Secondo il comunicato diffuso da Inwit dopo una riunione straordinaria del consiglio, la società si dice pronta a discutere con Tim e Fastweb-Vodafone sui rapporti commerciali, ma solo partendo dal riconoscimento della validità degli Msa, che considera efficaci fino al 2038. La posizione arriva dopo il peggioramento della guidance 2026 e dell'outlook di medio termine, legato all'annuncio di un accordo non vincolante tra i due clienti per sviluppare in proprio 6.000 nuove torri a supporto del 5G. Inwit sostiene che il cambio di controllo avvenuto nel 2022 ha fatto scattare il rinnovo automatico dei contratti per 16 anni.

In evidenza

  • Inwit conferma divergenze sui master service agreement con Tim e Fastweb-Vodafone relativi a contratti di lungo termine stipulati dopo un investimento di circa 10 miliardi nel 2020.
  • Inwit è pronta ad agire in Tribunale se Fastweb invia disdetta entro marzo per chiudere il rapporto nel 2028, mirando a proteggere la durata contrattuale.
  • L'outlook 2024 prevede crescita annua low single digit e investimenti di 200 milioni, con controversie che pesano sulle prospettive del settore torri italiano e sui piani 5G.

Contenzioso sui contratti e possibili azioni legali

Inwit afferma che con i suoi due principali clienti sono emerse divergenze rilevanti sull'applicazione del master service agreement che regola l'uso della rete di torri per la telefonia mobile. La società ribadisce che tali contratti sono di lungo termine e fanno parte integrante dell'operazione completata nel 2020, quando ha sostenuto un investimento iniziale di circa 10 miliardi per acquisire le infrastrutture allora detenute da Tim e Vodafone Italia. In questo quadro, il gruppo si dichiara disponibile a un confronto, ma solo se viene riconosciuta la piena efficacia degli accordi in essere.Inwit segnala inoltre che, se Fastweb dovesse inviare disdetta entro la fine di marzo per chiudere il rapporto nel 2028, la società sarebbe pronta a rivolgersi con urgenza al Tribunale. L'obiettivo sarebbe tutelare la propria posizione e ottenere un chiarimento rapido sulla durata effettiva del contratto. La linea della società è stata illustrata dall'amministratore delegato Diego Galli durante una conference call con gli analisti.

Effetti sull'outlook e sul mercato delle infrastrutture digitali

Nel comunicato, Inwit sostiene che l'atteggiamento di Tim e Fastweb-Vodafone mira a ottenere una revisione squilibrata e ingiustificata dei termini originari degli Msa. La società considera inoltre l'iniziativa sulla nuova joint venture per le torri in evidente contrasto con gli accordi esistenti e respinge integralmente le contestazioni avanzate dagli anchor tenants sulla durata e sull'esecuzione dei contratti. Questo scontro pesa sulle prospettive del gruppo, che ora indica una crescita annua dei ricavi a low single digit e investimenti annui intorno a 200 milioni.Inwit precisa però che l'outlook non include eventuali benefici legati a un ritorno a relazioni costruttive con i clienti principali. La società richiama il fabbisogno oggettivo di densificazione della rete, sostenuto dalla crescita continua del traffico dati, e vede spazio per sviluppi ulteriori lungo la filiera delle infrastrutture digitali. In questo contesto, la disputa assume rilievo per l'intero settore italiano delle torri e per i piani di espansione del 5G.

Clausole di preferenza per i nuovi siti

Secondo Inwit, gli Msa prevedono che, quando gli operatori hanno necessità di un nuovo sito per i loro piani di roll out, alla società spetti il ruolo di fornitore privilegiato. Ciò comporta, sempre secondo il gruppo, il divieto di affidare a terzi la realizzazione di nuovi siti senza avere prima consentito a Inwit di esercitare il proprio diritto preferenziale. La società sostiene che tale meccanismo di last call operi anche nei confronti della joint venture annunciata.Questa interpretazione rafforza la tesi secondo cui i nuovi progetti infrastrutturali dei clienti non possano prescindere dagli accordi già sottoscritti. La controversia riguarda quindi non solo la durata dei contratti, ma anche le modalità con cui Tim e Fastweb-Vodafone possono sviluppare nuove torri. Per il mercato, il nodo è rilevante perché tocca la struttura competitiva delle reti passive e la distribuzione futura degli investimenti nel comparto.

In precedenza abbiamo analizzato l’andamento di Telecom Italia (TIT), evidenziando un quadro tecnico di breve termine neutrale ma inserito in una struttura rialzista di medio-lungo periodo, con oscillatori misti e attenzione ai livelli chiave. Nel nostro approfondimento segnalavamo anche una possibile fase di consolidamento e l’importanza di monitorare supporti e resistenze come riferimento per il sentiment degli investitori.

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