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+1,31% per Gold mentre Trump minaccia le infrastrutture energetiche dell’Iran

+1,31% per Gold mentre Trump minaccia le infrastrutture energetiche dell’Iran
Gold sale del 1,31% oggi a $4.572,68

Gold (XAU) è scambiato a $4.572,68, in aumento dell’1,31% nella giornata. Il prezzo si trova al di sotto della SMA-20 ($4.668,19) e della SMA-50 ($4.937,94) ma rimane sopra la SMA-200 ($4.416,92), indicando una pressione ribassista di breve e medio termine con un supporto di lungo termine ancora intatto.

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XAU previsione del prezzo
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Dati in tempo reale 17:19
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In evidenza

  • Il petrolio è balzato del 3% poiché l’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente e gli attacchi missilistici hanno aumentato i timori di interruzioni dell’offerta e di ripercussioni diplomatiche.
  • L'inflazione persistente e i dazi statunitensi aggressivi stanno alimentando le tensioni commerciali globali, rafforzando il US dollar e spingendo le banche centrali ad aumentare le riserve auree.
  • Gold è scambiato al di sotto delle principali medie mobili con segnali ribassisti a breve termine, ma rimane volatile e probabilmente si manterrà nell’intervallo $4.425–$4.680 nei prossimi cinque giorni.

L’escalation geopolitica e la posizione delle banche centrali alimentano l’instabilità dei mercati

Il 30 marzo 2026, il petrolio è balzato del 3% mentre la guerra in Medio Oriente si è intensificata, con gli Houthi sostenuti dall’Iran che hanno lanciato missili balistici contro Israele dopo gli attacchi USA-Israele agli impianti nucleari iraniani; ciò ha innescato una grave crisi diplomatica e accresciuto i timori di ulteriori interruzioni dell’offerta regionale. La Federal Reserve e le altre principali banche centrali hanno adottato una posizione hawkish, dando priorità alla stabilità dei prezzi rispetto alla liquidità mantenendo i tassi d’interesse elevati e resistendo ai tagli nonostante l’inflazione persistente, rafforzando così il US dollar e mettendo sotto pressione l’oro. Trump ha minacciato di distruggere le infrastrutture energetiche dell’Iran e di sequestrare il petrolio iraniano se i negoziati in corso non porteranno a un accordo, aumentando ulteriormente la tensione nel conflitto. I nuovi dazi universali del 10% previsti dalla Sezione 122 dell’amministrazione USA, insieme ai dazi minimi proposti del 15–20% sui beni EU, stanno sconvolgendo il commercio globale e le aspettative monetarie, contribuendo all’inflazione e spingendo le principali banche centrali a riconsiderare l’allentamento della politica monetaria. La guerra in corso tra USA e Israele contro l’Iran e gli attacchi correlati in Libano e Iraq hanno causato una prolungata incertezza nei mercati finanziari ed energetici globali, ostacolato gli sforzi di dedollarizzazione e portato le banche centrali a diversificare le riserve aumentando le detenzioni di oro in un contesto di rischi macro elevati.

La forza degli acquirenti intraday si discosta dal momentum ribassista giornaliero

Il prezzo di Gold a $4.572,68 è scambiato al di sotto della SMA-20 ($4.668,19) e della SMA-50 ($4.937,94), ma rimane sopra la SMA-200 ($4.416,92), suggerendo una pressione ribassista di breve e medio termine mentre il supporto di lungo termine persiste. L’Ichimoku Kijun a $4.671,31 rappresenta una resistenza immediata sopra il prezzo attuale. I segnali di Momentum sono misti: il MACD su D1 rimane in territorio di forte vendita e l’ADX indica una pressione di vendita attiva, ma i segnali di ipercomprato da Stoch RSI e BBP indicano che gli acquirenti stanno dominando l’azione intraday recente. L’RSI si attesta a 36,27, in una zona neutra-debole, e il CCI è anch’esso neutro, mentre l’Awesome Oscillator non rafforza chiaramente la tendenza prevalente. Gold ha aperto oggi con un gap rialzista rispetto alla chiusura precedente e attualmente scambia vicino al limite superiore della sua fascia intraday, riflettendo un’elevata volatilità e una forza continua verso i massimi di sessione. Si osserva una chiara divergenza tra il momentum giornaliero (ribassista) e il forte momentum degli acquirenti intraday, rivelando una certa instabilità nel sentiment di breve termine.

Attesa una fascia di prezzo laterale con rischio di breakout al rialzo

Per i prossimi cinque giorni di negoziazione, l’intervallo atteso è tra $4.425 e $4.680, mantenendosi all’interno di una tipica banda di volatilità rispetto ai livelli attuali. Esiste una probabilità molto elevata (oltre l’80%) di un aumento del prezzo, mentre un movimento al ribasso è considerato molto meno probabile. Scenario di base: il prezzo si mantiene in un corridoio laterale tra $4.425 e $4.680. Un breakout sopra $4.680 potrebbe aprire la strada a ulteriori guadagni se il momentum si mantiene, mentre una discesa sotto $4.425 esporrebbe l’oro a nuove vendite, mettendo alla prova il supporto di lungo termine.

Anton Kharitonov, analista presso Traders Union, prevede che l’oro venga scambiato con una pressione ribassista nel breve termine ma con un supporto di lungo periodo intatto, poiché l’instabilità geopolitica e le banche centrali hawkish alimentano un’elevata volatilità. Sottolinea una dinamica giornaliera al ribasso e un sentiment cauto, nonostante i forti acquisti intraday e l’elevata probabilità di un rialzo nel breve periodo. Con la posizione della Federal Reserve e la crisi in Medio Oriente che aggiungono ulteriori rischi, mantiene un atteggiamento difensivo. "Base case è laterale tra $4.425 e $4.680 — finché non ci sarà una rottura, non vedo motivi chiari per fidarsi della spinta rialzista."

In precedenza, gli analisti hanno osservato che l’andamento del prezzo dell’oro era definito da uno scontro tra momentum ribassista e acquisti persistenti di beni rifugio, portando a una marcata volatilità di breve termine. L’attuale contesto di conflitto geopolitico in escalation, politiche più rigide delle banche centrali e rinnovate tensioni commerciali globali amplifica l’incertezza macro, rendendo un breakout sopra $4.680 il livello cruciale per i trader che cercano conferma di un rinnovato momentum rialzista.

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