Dollaro USA contro Yen aggiunge lo 0,50% mentre le banche centrali globali vendono Treasuries statunitensi
Dollaro USA contro Yen giapponese (USD/JPY) è scambiato a ¥159,71, in rialzo dello 0,50% nella giornata e saldamente posizionato sopra le principali medie mobili: la SMA-20 a ¥159,35, la SMA-50 a ¥157,23 e la SMA-200 a ¥154,89. La posizione solida della coppia sopra questi livelli, con un immediato supporto Ichimoku Kijun a ¥158,92, evidenzia una tendenza rialzista prevalente nel medio e lungo termine nonostante il persistente interesse di vendita nel breve periodo.
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In evidenza
- Le banche centrali globali hanno venduto oltre 90 miliardi di dollari in Treasuries statunitensi dopo il conflitto tra Stati Uniti e Iran, portando le detenzioni al livello più basso degli ultimi dodici anni.
- Nonostante le ampie vendite, a gennaio si è registrato un aumento netto degli acquisti di 50,6 miliardi di dollari in Treasuries statunitensi, il maggiore afflusso mensile dal 2011.
- USD/JPY mantiene una struttura rialzista, consolidando tra ¥158,50 e ¥161,40, con gli indicatori tecnici che segnalano una forte spinta al rialzo.
Le vendite di Treasury da parte delle banche centrali accelerano tra pressioni di FX e di bilancio
Dallo scoppio del conflitto USA-Iran, le banche centrali globali—including quelle di Turchia, Thailandia e India—hanno venduto oltre 90 miliardi di dollari in Treasuries statunitensi per cinque settimane consecutive, portando le detenzioni al livello più basso dal 2012, mentre i paesi cercano di gestire le pressioni derivanti da interventi sui cambi, importazioni energetiche e spese per la difesa. I dati aggiornati a marzo mostrano che, nonostante questa tendenza generale alla vendita, le banche centrali estere hanno registrato un acquisto netto di 50,6 miliardi di dollari in Treasuries statunitensi a gennaio, segnando il maggiore acquisto mensile degli ultimi 13 anni. La maggior parte delle detenzioni di Treasury da parte delle banche centrali estere è custodita presso la New York Federal Reserve, che di recente ha raggiunto un minimo di 16 anni sotto i 3 trilioni di dollari.
Volatilità e momentum misto mentre gli oscillatori divergono
Gli indicatori di Momentum mostrano segnali contrastanti per USD/JPY: il MACD indica un forte momentum rialzista, ma l’ADX riflette una tendenza debole o poco chiara. L’RSI si attesta su valori neutri o ribassisti a 48,8, con sia Stoch RSI che CCI in territorio di ipervenduto, mentre anche il BBP segnala una dominanza dei venditori nel breve termine. Nonostante un gap rialzista in apertura e prezzi attuali vicini alla fascia superiore della sessione che evidenziano forza e volatilità, i segnali divergenti tra gli oscillatori sottolineano l’incertezza nella tendenza rialzista.
Prospettive di consolidamento mentre i segnali tecnici favoriscono ulteriori rialzi
Nel breve termine, la tipica volatilità di USD/JPY probabilmente manterrà la coppia all’interno della fascia ¥158,50 – ¥161,40. Con tre segnali di momentum settimanali su quattro (RSI, MACD, SMA-50) che mostrano una probabilità superiore all’80% di ulteriore rialzo, lo scenario principale è il consolidamento all’interno di questo intervallo. Un superamento deciso di ¥161,40 aprirebbe la strada a un’ulteriore estensione rialzista, mentre una discesa sotto il supporto immediato vicino a ¥158,90 potrebbe innescare una correzione più profonda.
In precedenza, gli analisti hanno osservato che, nonostante indicatori tecnici contrastanti e volatilità di breve periodo, USD/JPY ha mantenuto una prospettiva complessivamente rialzista nel medio e lungo termine. Gli ultimi sviluppi rafforzano questa tendenza positiva, ma i trader dovrebbero monitorare potenziali opportunità di breakout sopra ¥161,40 o rischi al ribasso se il supporto vicino a ¥158,90 non dovesse reggere.
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