Ikea Italia investe 24 milioni nell'integrativo e chiude la vertenza sindacale
Secondo una nota di Ikea Italia, l'azienda raggiunge con i sindacati un accordo sul contratto integrativo aziendale dopo le proteste dei mesi scorsi, chiudendo le agitazioni e destinando circa 24 milioni di euro in tre anni a oltre 7.500 co-worker. L'intesa interviene sia sulle relazioni sindacali sia sulle condizioni economiche, con nuove modalità di assemblea anche nei punti vendita più piccoli e un maggiore ricorso agli strumenti digitali per la comunicazione interna. Il testo si inserisce in una fase di riorganizzazione del lavoro nel retail, con attenzione a welfare, tutele e gestione dell'innovazione tecnologica.
In evidenza
- Ikea Italia investe 24 milioni di euro nel nuovo integrativo triennale che prevede premi, welfare, congedi aggiuntivi e miglioramenti per la salute.
- L'accordo aumenta la maggiorazione domenicale al 65%, introduce una quarta domenica di picco al 75% e porta la maggiorazione festiva all'85% dal terzo evento.
- La riforma degli inquadramenti accorcia i percorsi per il terzo livello con 12 mesi di formazione, verifica e indennità di 500 euro, rafforzando le relazioni industriali.
Premio, welfare e congedi nel piano triennale
Ikea Italia e le organizzazioni sindacali modificano la struttura del premio di risultato con un nuovo modello che, secondo l'azienda, assicura importi complessivamente più elevati rispetto al sistema attuale. L'accordo prevede anche la conversione volontaria del premio in beni e servizi di welfare, con il beneficio della relativa detassazione. Per le lavoratrici e i lavoratori a tempo indeterminato, compreso l'apprendistato, viene inoltre messo a disposizione un Conto Welfare Individuale da 150 euro annui, riparametrato in base all'anzianità aziendale.
Sugli equilibri tra vita privata e lavoro, l'intesa amplia le misure per genitorialità e inclusione sociale. Viene introdotto un congedo parentale aggiuntivo di 12 giorni per il padre e di 22 giorni per il genitore non partoriente, se non beneficia di specifici congedi di legge. Si aggiungono inoltre tre giorni ulteriori per i percorsi di procreazione medicalmente assistita.
Maggiorazioni su domeniche e nuove tutele lungo la filiera
Sul lavoro domenicale e festivo, azienda e sindacati concordano la riduzione dell'anzianità richiesta ai nuovi assunti per accedere alle maggiorazioni. L'intesa stabilisce l'aumento della maggiorazione domenicale al 65%, introduce una quarta domenica di picco con maggiorazione al 75% e porta la maggiorazione festiva all'85% a partire dal terzo evento. Le misure puntano a rendere più favorevole la gestione delle giornate di maggiore apertura commerciale.
L'accordo rafforza anche il modello di contrattazione inclusiva negli appalti, con l'obiettivo di estendere le tutele alle lavoratrici e ai lavoratori presenti lungo tutta la filiera. Sul fronte della salute, viene riconosciuto un trattamento migliorativo rispetto al contratto nazionale, con l'indennità di malattia estesa anche al terzo e quarto evento. Il testo include inoltre un capitolo dedicato al confronto preventivo sull'introduzione di nuove tecnologie e sistemi di intelligenza artificiale, per accompagnare l'innovazione limitando gli impatti occupazionali.
Inquadramenti professionali e relazioni industriali nei negozi
Nel capitolo sugli inquadramenti, le parti prevedono la riduzione del percorso di acquisizione delle professionalità specialistiche collocate al terzo livello, affiancata da formazione strutturata e monitorata. Viene inoltre avviato un percorso per superare la deroga sul passaggio dal quarto al terzo livello, attraverso 12 mesi di formazione, verifica degli obiettivi e un'indennità di 500 euro. Sei mesi prima della scadenza del triennio si insedia una commissione per analizzare ruoli, compiti e classificazione complessiva.
Le parti definiscono anche incontri specifici di approfondimento sulle mansioni a contenuto specialistico, alla luce dell'evoluzione organizzativa e professionale dell'azienda. Le questioni relative alle mansioni promiscue e all'intercambiabilità dei ruoli restano subordinate a un confronto tra direzioni di negozio e rappresentanze sindacali. In questo quadro, l'intesa mira a consolidare le relazioni industriali dopo una fase di tensione e a fornire un riferimento operativo per la gestione del lavoro nei punti vendita italiani.
In precedenza abbiamo riportato del verbale di accordo tra Abi e i sindacati bancari che sospende i termini legati al rinnovo del contratto nazionale, congelandoli fino al 31 luglio per avviare il negoziato senza incidere sulla decorrenza dal 1° aprile 2026 di eventuali intese future. Nel frattempo restano applicati i trattamenti economici e normativi dell’ultimo contratto e prosegue sia l’operatività del Fondo per l’occupazione sia il confronto sul digitale, con incontri già calendarizzati.
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