Confitarma e Assarmatori chiedono un credito d'imposta sui carburanti per i collegamenti marittimi

Confitarma e Assarmatori chiedono un credito d'imposta sui carburanti per i collegamenti marittimi
Credito d'imposta traghetti

Con una nota congiunta, Confitarma e Assarmatori sollecitano al Governo un contributo straordinario sotto forma di credito d'imposta per compensare il rincaro del carburante, legato alla crisi in corso nel Golfo Persico. La richiesta arriva alla vigilia del consiglio dei ministri del 3 aprile, chiamato a discutere un nuovo dl Carburanti, e punta a tutelare i servizi regolari passeggeri e merci sulle rotte nazionali e da e per le isole. Secondo le associazioni, senza misure correttive aumenta il rischio di riduzione dell'offerta e di interruzione di collegamenti essenziali per la continuità territoriale.

In evidenza

  • Confitarma e Assarmatori propongono al Governo un credito d'imposta sui carburanti per i collegamenti marittimi nei mesi di marzo-maggio rispetto al prezzo medio di febbraio.
  • Le associazioni denunciano che il trasporto marittimo essenziale per passeggeri e merci è stato escluso dalle prime misure emergenziali contro il rincaro dei carburanti.
  • La crisi nel Golfo Persico, i costi energetici elevati e le regole ambientali aumentano i rischi operativi per il settore, incidendo su margini e accessibilità delle isole.

Richiesta di sostegno per i maggiori costi tra marzo e maggio

Confitarma e Assarmatori indicano che l'aumento del prezzo del fuel colpisce in modo particolare il trasporto marittimo regolare, già sotto pressione per l'esposizione ai costi energetici e per il progressivo rafforzamento delle politiche ambientali europee. La proposta avanzata al viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi e al ministro per le Politiche del mare Nello Musumeci prevede un credito d'imposta commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto al prezzo medio di febbraio. Le associazioni sostengono che il segmento interessato comprende servizi essenziali per passeggeri e merci, soprattutto nei collegamenti con le isole maggiori e minori.

Impatto atteso su continuità territoriale ed economia italiana

Secondo Stefano Messina e Mario Zanetti, presidenti rispettivamente di Assarmatori e Confitarma, il trasporto marittimo svolge una funzione imprescindibile per la continuità territoriale e più in generale per l'economia italiana. Le due organizzazioni affermano che il settore è rimasto escluso dalle prime misure emergenziali adottate contro il rincaro dei carburanti e chiedono ora un trattamento coerente con quello riconosciuto ad altre modalità di trasporto. A loro avviso, un intervento rapido è necessario per garantire la continuità operativa delle compagnie in una fase congiunturale delicata.

Pressione sul comparto tra crisi energetica e regole ambientali

La posizione degli armatori evidenzia come l'attuale crisi nel Golfo Persico si sommi a un quadro di costi già elevati per il comparto, aumentando i rischi operativi sulle linee nazionali. In questo contesto, il caro carburanti non incide solo sui margini delle compagnie, ma può tradursi in effetti diretti sulla disponibilità dei servizi e sull'accessibilità dei territori insulari. Il confronto con il Governo assume quindi rilievo anche per la blue economy, che le associazioni invitano l'esecutivo a sostenere con iniziative mirate.

In un nostro precedente articolo abbiamo riportato che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato tre bandi internazionali per garantire la continuità territoriale marittima della Sardegna con tariffe calmierate, per una dotazione complessiva superiore a 190 milioni di euro. Le gare riguardano le rotte Genova–Porto Torres, Napoli–Cagliari–Palermo e Civitavecchia–Arbatax–Cagliari, con concessioni di 60 mesi prorogabili e requisiti su frequenze minime e livelli di servizio, mentre Olbia resta esclusa.

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