Tigullio lancia una Cer cooperativa con ricavi stimati per 7 milioni
Secondo una nota dei promotori, nel Tigullio nasce una nuova comunità energetica rinnovabile con forma di cooperativa di consumo impresa sociale, sostenuta dal gruppo territoriale del Tigullio di Confindustria Genova e da Confcooperative Liguria. Il progetto coinvolge imprese, enti religiosi e soggetti del terzo settore e punta a destinare al territorio gli incentivi riconosciuti dal Gse nell’arco dei 20 anni previsti dalla normativa. L’iniziativa dà attuazione a una delle azioni presentate nell’assemblea pubblica del 27 maggio 2024 dedicata al piano industriale del Tigullio.
In evidenza
- Tigullio energie condivise lancerà una CER cooperativa nei 16 comuni del Tigullio con potenza fotovoltaica superiore a 1,5 megawatt e approccio a forte impronta sociale.
- I ricavi previsti ammontano a 7 milioni di euro in 20 anni, con 3 milioni di euro destinati a iniziative comunitarie dopo la copertura dei costi.
- Gli impianti ridurranno annualmente quasi 500 tonnellate di CO2 e rafforzeranno la diffusione delle rinnovabili nel tessuto industriale e sociale locale.
Cer sociale, impianti propri e piano industriale locale
La nuova realtà si chiama Tigullio energie condivise, Società cooperativa di consumo impresa sociale, e si distingue dalle altre Cer per un’impostazione che i fondatori definiscono a forte impronta sociale. La struttura prevede infatti la realizzazione diretta degli impianti, invece di un modello limitato alla sola condivisione dell’energia prodotta da terzi. La cooperativa include, oltre alla diocesi e agli enti del terzo settore del territorio, anche Confindustria Genova e imprese associate. Questo assetto, secondo quanto spiegato nella nota, rappresenta un elemento innovativo anche sul piano giuridico e organizzativo.
L’area iniziale di operatività coincide con 16 comuni del Tigullio, tra cui Chiavari, Lavagna, Sestri Levante, Carasco e Moneglia. I promotori spiegano di avere già individuato diversi siti sui quali installare progressivamente gli impianti fotovoltaici. La potenza complessiva prevista supera 1,5 megawatt, con un piano di sviluppo distribuito sul territorio. L’obiettivo è costruire una base produttiva in grado di sostenere sia la generazione elettrica sia la funzione sociale della comunità energetica.
Ricadute economiche e ambientali per il Tigullio
Secondo le stime indicate dai promotori, gli incentivi e la vendita dell’energia immessa in rete generano circa 7 milioni di euro di ricavi nell’arco di 20 anni. Dopo la copertura dei costi degli impianti e delle spese vive di gestione, le risorse dirette per iniziative a beneficio della comunità ammontano a 3 milioni di euro. Il modello quindi non prevede la redistribuzione degli incentivi ai soci, ma il loro impiego per finalità territoriali. Questa impostazione rafforza il profilo mutualistico dell’iniziativa e la sua valenza economica locale.
Sul fronte ambientale, gli impianti consentono di ridurre le emissioni di CO2 di quasi 500 tonnellate all’anno, secondo la nota. Il progetto si inserisce così nel percorso di diffusione delle energie rinnovabili in Liguria, con una formula che combina produzione, sostenibilità e supporto al territorio. Per il tessuto locale, la Cer può diventare uno strumento di coordinamento tra imprese, realtà sociali e istituzioni religiose. La scelta di concentrare i benefici economici su iniziative comunitarie amplia inoltre l’impatto potenziale oltre il solo perimetro energetico.
In un nostro precedente articolo abbiamo riportato le dichiarazioni del presidente di Confindustria Emanuele Orsini sul rifinanziamento di Transizione 5.0, con risorse confermate a 1,5 miliardi di euro e l’indicazione di un credito d’imposta al 100% per i pannelli fotovoltaici. Nell’analisi veniva sottolineata l’importanza della continuità delle misure pubbliche per la fiducia delle imprese, insieme alle pressioni del contesto geopolitico e ai riflessi sul quadro economico e industriale.
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