Export Italia quasi fermo a febbraio, pesa il calo in Europa

Export Italia quasi fermo a febbraio, pesa il calo in Europa
Debole export italiano

Dopo la flessione di gennaio, le esportazioni italiane restano deboli anche a febbraio e chiudono con un calo congiunturale medio dello 0,2%. Il risultato riflette soprattutto la contrazione delle vendite in Europa, mentre i mercati extra-Ue continuano a mostrare una crescita del 2,8%.

In evidenza

  • Italian export in February grows only 1.8% excluding shipbuilding, while annual growth reaches just 0.9% according to Istat.
  • Exports to the U.S. rise 8% driven by pharmaceuticals (+32%) and other transport equipment, while exports to Germany slump 15.4%.
  • In the first two months of 2024, Italian export drops 2.2% or 2.2 billion euro, while import falls almost 30% yearly in the energy sector.

Andamento export e settori in difficoltà

Come riferisce l’Istat, la dinamica dell’export su base mensile e annua è influenzata in parte da operazioni di elevato impatto nella cantieristica navale. Al netto di questo effetto, l’istituto stima un aumento congiunturale meno ampio, pari all’1,8% invece del 2,6%, e una crescita tendenziale dello 0,9%.

A febbraio quasi tutti i comparti risultano in calo, con poche eccezioni rappresentate da legno, farmaceutica e metalli. La crescita tendenziale dell’export verso gli U.S. resta elevata, all’8%, ma si concentra soprattutto nella farmaceutica, in aumento del 32%, e negli altri mezzi di trasporto, anch’essi in forte progresso.

Più sostenuto è anche l’incremento delle vendite verso la Svizzera, trainato principalmente dai metalli. In senso opposto, la flessione dell’export verso la Germania, pari al 15,4%, risente delle vendite di mezzi di navigazione marittima registrate a febbraio 2025; escludendo questa componente, il calo delle esportazioni verso Berlino si riduce allo 0,7%.

Bilancio del bimestre e segnali dall’import

Nel complesso dei primi due mesi dell’anno, l’export italiano registra una diminuzione del 2,2%. In valore assoluto, la riduzione equivale a 2,2 miliardi di euro, segnalando un avvio d’anno debole per il commercio estero del Made in Italy.

Anche l’import cala a febbraio, soprattutto per effetto della componente energetica, che su base annua perde quasi 30 punti. Escludendo l’energia, gli acquisti dall’estero crescono del 2,7%, con aumenti diffusi in tutte le principali categorie di beni.

In una nostra precedente analisi sull’export del mobile italiano nel 2025 abbiamo evidenziato una sostanziale tenuta delle vendite estere, sostenuta da qualità, design e diversificazione geografica, nonostante i primi segnali di indebolimento in alcuni mercati chiave. In quel quadro avevamo sottolineato il rallentamento di Francia e Stati Uniti (anche per l’effetto dazi) e, al tempo stesso, performance relativamente migliori in alcune aree europee e in destinazioni emergenti come Turchia ed Emirati Arabi Uniti, con la Cina ancora debole.

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