Export altoatesino in lieve crescita, Germania primo mercato nel primo trimestre

Export altoatesino in lieve crescita, Germania primo mercato nel primo trimestre
Crescita export Alto Adige

Nel primo trimestre del 2026 l’export dell’Alto Adige raggiunge 1,87 miliardi di euro e mantiene una crescita annua dello 0,9% nonostante il contesto di incertezza geopolitica. Il quadro resta però volatile tra il calo delle vendite verso l’Ue, la flessione marcata negli U.S. e l’espansione di alcuni sbocchi extra-Ue.

In evidenza

  • L’export altoatesino cresce leggermente nel primo trimestre 2025, trainato dalla Germania (31% quota, +1,8%), Francia (+1,4%) e Spagna (+22%).
  • Export verso Austria cala del 5,5% e soprattutto verso U.S., in forte contrazione del 25% rispetto allo stesso trimestre del 2024.
  • Metalli di base, high-tech, alimentare e legno guidano l’export manifatturiero, mentre la domanda per mezzi di trasporto declina e la diversificazione è priorità strategica.

Andamento dei mercati e dei settori

Secondo i dati pubblicati da Astat, l’istituto statistico ufficiale della provincia, i segnali più positivi arrivano dalla Germania, che assorbe il 31% dell’export altoatesino e registra un aumento dell’1,8% su base annua. Crescono anche Francia, a +1,4%, e Spagna, a +22%, mentre si segnalano cali verso Austria, a -5,5%, e soprattutto verso gli U.S., a -25% rispetto al primo trimestre del 2025.

Per comparti, aumenta in modo rilevante l’export dei metalli di base e dei prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, mentre perdono terreno i mezzi di trasporto. La variazione congiunturale rispetto al quarto trimestre del 2025, influenzato da forti oscillazioni stagionali legate anche alle festività, mostra invece una diminuzione del 3,5%.

Pressioni sui costi e richieste di competitività

Secondo Klaus Mutschlechner, vice presidente di Confindustria Alto Adige con delega all’internazionalizzazione, la tenuta delle esportazioni conferma la competitività internazionale dei prodotti delle imprese altoatesine, sostenuta da qualità e contenuto tecnologico, in un contesto di instabilità crescente e aumento dei costi di materie prime ed energia.

Oltre l’80% dell’export viene realizzato dall’industria manifatturiera, con i settori high-tech, alimentare e legno in forte crescita. Per Mutschlechner, la riduzione dell’export verso l’Ue compensata dall’aumento sui mercati extra-Ue rafforza la necessità di diversificare gli sbocchi commerciali e di adottare politiche che agiscano sui costi dell’energia, riducano la burocrazia e sostengano investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica.

Nella nostra precedente analisi sulle imprese coesive e sul rapporto tra collaborazione e competitività, abbiamo evidenziato come nel periodo 2020-2025 aumenti la quota di aziende che rafforzano le proprie reti con filiere, istituzioni e stakeholder. L’articolo metteva in luce anche l’impatto concreto di questa maggiore relazionalità sugli investimenti in sostenibilità ambientale e digitalizzazione, elementi che possono contribuire a contenere i costi (in particolare dell’energia) e a sostenere la competitività sui mercati.

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