Le imprese coesive rafforzano competitività e investimenti in Italia

Le imprese coesive rafforzano competitività e investimenti in Italia
Imprese coesive in crescita

La collaborazione tra imprese, territori e filiere si consolida in Italia e amplia il peso della coesione come leva competitiva nel sistema produttivo. Nel quinquennio 2020-2025 la quota di imprese coesive sale dal 37,4% al 43,5%, con un aumento delle relazioni attivate e una maggiore propensione agli investimenti green e digitali.

In evidenza

  • Il numero medio di relazioni delle imprese coesive cresce da 1,7 nel 2020 a 2,9 previsto nel 2025, ampliando reti con filiere, istituzioni e stakeholder.
  • Le piccole imprese coesive passano dal 41% al 50%, mentre le medio-grandi raggiungono il 70%, consolidando relazioni su tutto il territorio.
  • Nel triennio 2023-2025 il 68% delle imprese coesive investe in sostenibilità ambientale contro il 41% delle non coesive; nella digitalizzazione oltre il 75% adotta tecnologie 4.0 rispetto al 49%.

Crescita della coesione e nuove reti

Come riportato da Unioncamere, il rapporto "Coesione è competizione" viene presentato al Seminario di Fondazione Symbola da Ermete Realacci, Gian Maria Gros-Pietro e Giuseppe Tripoli, con la collaborazione di Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo, Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, AICCON e Ipsos Doxa.

Lo studio analizza i fattori della competitività italiana che emergono meno nei tradizionali indicatori economici e mette l'accento sul valore della collaborazione per le imprese. La coesione rafforza il radicamento nei territori, accresce il senso di appartenenza dei dipendenti e sostiene il dialogo con clienti e comunità.

Nel corso dell'ultimo quinquennio cresce anche il numero medio di relazioni attivate dalle imprese coesive con filiere, mercati e territori, da 1,7 nel 2020 a 2,9 nel 2025. I lavoratori restano il principale interlocutore, ma aumenta soprattutto la collaborazione con banche, enti non-profit, scuole e università, altre imprese, associazioni di categoria, clienti e istituzioni, segnalando una coesione più strutturata e meno legata alla sola gestione dell'emergenza.

Impatto su investimenti green e digitale

La crescita delle imprese coesive riguarda tutte le classi dimensionali. L'aumento più marcato interessa le piccole imprese, che passano dal 41% al 50%, mentre le microimprese salgono dal 29% al 31% e le medio-grandi raggiungono il 70%, consolidando livelli già elevati di relazionalità.

Il rapporto indica inoltre un vantaggio competitivo netto sul fronte degli investimenti. Nel triennio 2023-2025 il 68% delle imprese coesive investe in sostenibilità ambientale contro il 41% delle non coesive, mentre per il periodo 2026-2028 le quote previste sono pari al 65% e al 38%. Anche nella trasformazione digitale il divario resta ampio: oltre tre quarti delle imprese a maggiore relazionalità adottano tecnologie digitali 4.0 nel triennio 2023-2025, rispetto al 49% delle imprese non coesive, e il vantaggio si mantiene elevato anche nelle previsioni per il triennio successivo.

Nella nostra precedente analisi sul parco fotovoltaico per il birrificio Ichnusa di Assemini abbiamo raccontato l’avvio di un impianto da 8,6 MW realizzato da Engie Italia per Heineken Italia, pensato per coprire l’intero fabbisogno elettrico del sito produttivo. L’articolo evidenziava anche il ruolo del power purchase agreement (PPA) quindicennale come leva per stabilizzare i prezzi dell’energia e migliorare l’efficienza dei costi, mostrando come sostenibilità e competitività possano rafforzarsi a vicenda.

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