Sundar Pichai ha annunciato al Cloud Next '26: il 75% del nuovo codice di Google è generato dall'AI (rispetto al 50% dello scorso autunno e al 25% nel 2024), con gli ingegneri che si limitano a rivedere/approvare. L'intelligenza artificiale non è più uno strumento, ma il cuore dello sviluppo, accelerando le migrazioni di 6 volte. Un forte segnale di efficienza.
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Alphabet prevede investimenti per 175-185 miliardi di dollari nel 2026 (+97% a/a): 60% server, 40% data center/reti per DeepMind/Cloud. "All-in sull'AI", ma il mercato teme una compressione dei margini: un tempo un vantaggio, ora un rischio.
Google spinge la TPU v6 e le partnership (ad esempio, Marvell) per ridurre la dipendenza da Nvidia, controllando l'intero stack AI. Le notizie lo chiamano "proprio ecosistema AI": un gioco intelligente sui costi.
GCP è in crescita (backlog di $240B +55% QoQ), monetizza tramite token, Gemini in Workspace, upselling. Gli investitori sono attenti: catturare Azure (39%)? Mostrare gli utili dell'AI a fine aprile?
La concorrenza si fa più agguerrita: MSFT Copilot/Azure, AWS, Anthropic-Google non è un leader solitario, deve brillare con Gemini 2.0/agenti.
Il titolo Apple mostra uno slancio positivo, ma non riesce ancora a superare la resistenza di 340 dollari. I pullback trovano supporto a $332; la domanda potrebbe spingere oltre la resistenza verso $350, dove i venditori potrebbero attivarsi. Una rottura al di sopra rafforza il trend rialzista; la perdita del supporto ha come obiettivo un calo a 320 dollari.
In conclusione: Il mercato vede Google come una bestia dell'intelligenza artificiale, ma vuole una prova di crescita. Il rapporto sugli utili metterà alla prova questa scommessa all-in.
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