Delfin approva il riassetto azionario, Leonardo Maria Del Vecchio sale al 37,5%
Il riassetto della holding che controlla partecipazioni chiave in EssilorLuxottica, Mps, Generali e UniCredit compie un passo decisivo con il via libera dei soci. L'operazione punta a definire in modo più stabile l'assetto della cassaforte di famiglia dopo il lungo confronto sull'eredità di Leonardo Del Vecchio.
In evidenza
- L'assemblea degli azionisti di Delfin del 27 aprile approva la distribuzione per tre anni dell'80% degli utili e l'operazione LMDV Fin.
- Leonardo Maria Del Vecchio acquisisce le quote di Luca e Paola tramite LMDV Fin, salendo al 37,5% e diventando il principale azionista di Delfin.
- Invariata la rilevanza di Delfin nel panorama finanziario italiano con il 17,5% in Mps, il 10% in Generali, il 2,7% in UniCredit e il controllo di EssilorLuxottica.
Assemblea approva dividendi e operazione LMDV Fin
Come riportato da Il Sole 24 Ore, l'assemblea degli azionisti di Delfin si tiene nella mattinata di lunedì 27 aprile con due punti principali all'ordine del giorno: la distribuzione per tre anni dell'80% degli utili e l'acquisizione delle quote di Luca e Paola Del Vecchio da parte di Leonardo Maria Del Vecchio attraverso il veicolo LMDV Fin.L'approvazione dei soci apre la strada a un nuovo equilibrio nella finanziaria, con Leonardo Maria Del Vecchio pronto a diventare il primo azionista con il 37,5%. La decisione interviene mentre Delfin resta al centro di interessi rilevanti nella finanza italiana, grazie alle partecipazioni del 17,5% in Mps, del 10% in Generali e del 2,7% in UniCredit, oltre al controllo a monte dell'impero EssilorLuxottica.
Impatto sull'assetto della holding familiare
Prima del riassetto, gli azionisti di Delfin sono rappresentati dai figli di Leonardo Del Vecchio, Claudio, Paola, Marisa, Leonardo Maria, Luca e Clemente, oltre alla moglie Nicoletta Zampillo e al figlio di lei Rocco Basilico, tutti con una quota del 12,5% ciascuno.Da tempo i soci cercano un'intesa in grado di chiudere il dossier ereditario e restituire alla holding maggiore stabilità e un assetto definitivo. Il via libera registrato nell'assemblea segna quindi un avanzamento significativo nella governance della cassaforte che presidia alcune delle partecipazioni più importanti del capitalismo italiano.
Nel nostro precedente articolo sul rafforzamento di UniCredit nel capitale di Generali abbiamo ricostruito la salita della banca fino all’8,72% e le possibili evoluzioni verso la soglia del 10%, evidenziando le implicazioni per gli equilibri azionari del gruppo assicurativo. In quel quadro abbiamo anche spiegato come le mosse sul capitale possano intrecciarsi con ipotesi di collaborazione industriale e con il più ampio risiko bancario-assicurativo, tenendo sotto osservazione anche il ruolo di soci rilevanti come Delfin.
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