Prezzi alla produzione in Italia accelerano a marzo per l’energia

Prezzi alla produzione in Italia accelerano a marzo per l’energia
Prezzi produzione in rialzo

L’aumento dei prezzi alla produzione dell’industria in Italia raggiunge a marzo i livelli più alti dall’inizio del 2023, con una forte spinta della componente energetica. Il dato riflette l’impatto delle tensioni geopolitiche legate alla guerra tra U.S., Israele e Iran, mentre al netto dell’energia la crescita resta molto più contenuta.

In evidenza

  • Istat rileva che i prezzi alla produzione dell’industria in Italia crescono del 4,4% su base mensile e del 4,2% annuo a marzo, dopo il -2,7% di febbraio.
  • Sul mercato interno i prezzi aumentano del 5,9% mensile e del 5,4% annuo, segnando un netto recupero rispetto al -3,7% del mese precedente.
  • La dinamica è guidata dal rincaro energetico, con la metallurgia in crescita annua del 4% e la chimica oltre un punto, segnalando pressioni sui margini industriali.

Rialzo dei prezzi industriali e dati di marzo

Come riportato dalle rilevazioni Istat, a marzo i prezzi alla produzione dell’industria aumentano del 4,4% su base mensile e del 4,2% su base annua, dopo il -2,7% registrato a febbraio.

Sul mercato interno i prezzi crescono del 5,9% rispetto al mese precedente e del 5,4% su base annua, in netto recupero dal -3,7% di febbraio. Escludendo il comparto energetico, la variazione risulta invece pari a +0,4% su base congiunturale e a +1,5% su base tendenziale, da +1,2% nel mese precedente.

Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,9% su base mensile e dell’1,1% su base annua. Nell’area euro l’incremento mensile è dello 0,2% e quello annuo dell’1,3%, mentre nell’area non euro la crescita è dell’1,4% su base mensile e dell’1,1% su base annua.

Effetti su energia, manifattura e filiere

La dinamica segnala un primo forte strappo al rialzo trainato soprattutto dall’energia, in un contesto di tensioni internazionali che incidono rapidamente sui costi industriali. Il ritorno dell’indice sui massimi dall’inizio del 2023 indica una pressione più ampia per le imprese, soprattutto sul mercato interno.

Tra i comparti che già a marzo mostrano gli effetti dei rincari energetici e delle strozzature della supply chain figurano la metallurgia, con un aumento annuo del 4%, e la chimica, con un rialzo superiore a un punto. Questi segnali indicano che l’impatto dei costi si sta trasmettendo oltre il settore energetico, con possibili effetti sui margini industriali e sui prezzi lungo la filiera.

Nella nostra precedente analisi sui risultati 2025 e sul piano di crescita di Met Energia Italia abbiamo raccontato come la società intenda espandere in modo significativo le forniture di gas ed elettricità in Italia, puntando a raddoppiare volumi e punti di consegna entro cinque anni. Nell’articolo abbiamo anche evidenziato il ruolo di strumenti come l’Energy Release e degli investimenti in rinnovabili e comunità energetiche, elementi che incidono direttamente su costi, approvvigionamenti e competitività delle aziende.

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