Il petrolio supera i 110 dollari mentre gli Stati Uniti valutano la proposta dell'Iran

Il petrolio supera i 110 dollari mentre gli Stati Uniti valutano la proposta dell'Iran
Il petrolio supera i 110 dollari a causa delle tensioni nello Stretto di Hormuz

I prezzi del petrolio hanno raggiunto il massimo delle ultime tre settimane, superando i 110 dollari al barile. Questo aumento si verifica mentre gli operatori attendono la risposta ufficiale degli Stati Uniti all’ultima proposta dell’Iran volta a porre fine al conflitto e a riaprire lo strategico Stretto di Hormuz.

In evidenza

  • Il greggio Brent ha superato i 111 dollari al barile, mentre il WTI ha raggiunto i 99,74 dollari.
  • I prezzi del petrolio hanno toccato i massimi delle ultime tre settimane mentre i mercati attendevano la risposta degli Stati Uniti alla proposta dell'Iran.
  • Le perdite di produzione giornaliere sono stimate a 14,5 milioni di barili a causa del blocco dello Stretto di Hormuz.

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Forte aumento dei prezzi

Il greggio Brent ha superato i 111,56 dollari al barile, guadagnando oltre il 6% questa settimana. Il West Texas Intermediate (WTI) ha superato i 99,74 dollari. Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le proprie previsioni, prevedendo ora che il Brent si attesti in media a 100 dollari al barile nel trimestre in corso e a 90 dollari nel quarto trimestre.

La banca ha avvertito che la perdita di 14,5 milioni di barili al giorno di produzione nel Golfo Persico ha causato un drastico calo delle scorte globali, stimato a 11-12 milioni di barili al giorno ad aprile.

Incertezza geopolitica

Secondo Bloomberg, il presidente Donald Trump ha convocato una riunione per discutere la proposta dell’Iran, ma ha mantenuto ferme le “linee rosse”, in particolare per quanto riguarda il programma nucleare di Teheran. Sebbene il cessate il fuoco stia generalmente reggendo, il doppio blocco da parte dell’Iran e degli Stati Uniti ha ridotto quasi a zero il traffico di petroliere attraverso lo stretto.

Florence Schmit, stratega energetica di Rabobank, ha affermato che l'ultima proposta dell'Iran sembra destinata a non portare a nulla, poiché è improbabile che gli Stati Uniti la accettino. A suo avviso, gran parte del sentiment che ha guidato i mercati nelle ultime settimane sta lasciando il posto a una prospettiva più cupa e ribassista. All'interno dell'Iran

si sta accumulando ulteriore pressione. Secondo Kpler, il Paese sta rapidamente esaurendo la capacità di stoccaggio del petrolio, aumentando il rischio di ulteriori tagli alla produzione. Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha affermato che l'industria petrolifera iraniana sta iniziando a interrompere la produzione a causa del blocco.

Rischi per l'economia globale

La chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, che in precedenza trasportava circa un quinto delle forniture globali di petrolio e GNL, continua a minacciare la sicurezza energetica e la stabilità economica in tutto il mondo.

L'aumento dei costi energetici sta alimentando i timori di inflazione e potrebbe rallentare la crescita in molti paesi.

Abbiamo già sottolineato in precedenza che i prezzi del petrolio scendono quando l'Iran accetta di partecipare ai colloqui statunitensi a Islamabad.

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