I prezzi del petrolio calano dopo che l'Iran ha accettato di partecipare ai colloqui statunitensi a Islamabad
I prezzi del petrolio sono scesi martedì 21 aprile, dopo che è emersa la notizia che l'Iran invierà una delegazione ai negoziati per il cessate il fuoco con gli Stati Uniti a Islamabad prima della scadenza dell'attuale tregua. Il Brent è sceso dell'1,1% a circa 95,05 dollari al barile, cedendo parte del guadagno del 5,6% del giorno precedente.
In evidenza
- Il Brent è sceso dell'1,1% a circa 95,05 dollari al barile dopo essere salito del 5,6% il giorno precedente.
- L'Iran ha accettato di inviare una delegazione ai colloqui statunitensi a Islamabad prima della scadenza del cessate il fuoco.
- L'attuale tregua scadrà mercoledì sera e Trump ha segnalato poche possibilità di estensione.
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
Gli sviluppi diplomatici guidano la reazione del mercato
Secondo Bloomberg, il calo ha fatto seguito alla conferma che l'Iran è disposto a partecipare a un secondo round di colloqui nella capitale del Pakistan, nonostante le precedenti esitazioni. Il vicepresidente JD Vance dovrebbe recarsi a Islamabad per riprendere i negoziati, che potrebbero iniziare già martedì sera o mercoledì mattina.
Il Presidente Donald Trump ha dichiarato ai giornalisti che è "estremamente improbabile" che estenda l'attuale cessate il fuoco di due settimane, che dovrebbe terminare mercoledì sera, ora di Washington. La sensibilità del mercato a questi segnali riflette la continua incertezza sul processo diplomatico.
Persistono le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz
I prezzi del petrolio sono rimasti volatili negli ultimi giorni a causa delle aspettative mutevoli sui colloqui e sulla rotta di navigazione critica attraverso lo Stretto di Hormuz, che normalmente trasporta circa un quinto delle forniture globali di petrolio via mare.
All'inizio di martedì, tre navi hanno tentato di navigare nello stretto nonostante il blocco in corso. La situazione si è aggravata nel fine settimana in seguito al sequestro di una nave iraniana da parte degli Stati Uniti e alle azioni di ritorsione dell'Iran. Il presidente cinese Xi Jinping, in una telefonata con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, ha chiesto un cessate il fuoco immediato e il ripristino della normale navigazione attraverso la via d'acqua.
I rischi rimangono elevati per i mercati energetici globali
Il confronto intorno allo Stretto di Hormuz continua a rappresentare una seria minaccia per le forniture globali di petrolio. Gli analisti avvertono che se le interruzioni del trasporto marittimo persistono per un altro mese, i prezzi del petrolio potrebbero salire verso i 110 dollari al barile.
Sebbene gli sforzi diplomatici offrano qualche speranza di attenuazione, la situazione di stallo più ampia - che coinvolge anche il programma nucleare iraniano e la situazione in Libano - tiene i mercati energetici in tensione.
In precedenza era stato riferito che i prezzi del petrolio sono aumentati in seguito al sequestro di una nave iraniana da parte della Marina statunitense e alla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran.
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