Microsoft sta attraversando un cambiamento epocale nel suo rapporto con OpenAI: l'azienda sta perdendo l'esclusività e non condividerà più i ricavi, ma mantiene il suo status di partner chiave per il cloud e l'infrastruttura, con licenze valide fino al 2032 e l'hosting prioritario dei modelli su Azure.
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Questo non è visto come una rottura, ma come un indebolimento del monopolio di MSFT nell'IA, in base al quale i modelli OpenAI possono essere ospitati anche su AWS, Google Cloud e altre piattaforme, intensificando la concorrenza con Anthropic, Google e Amazon.
Il mercato attende la relazione sugli utili del 29 aprile 2026 come test decisivo per MSFT: con ricavi attesi di circa 81–82 miliardi di USD e un EPS intorno a 4,05–4,07 USD, gli investitori sono meno concentrati sui numeri in sé e più sulla crescita di Azure, sull’aumento dei ricavi da IA (Copilot, IA aziendale) e sul ritmo degli investimenti in conto capitale nell’infrastruttura GPU. I rialzisti vedono il titolo come un investimento a lungo termine incentrato sull'IA, sostenuto da obiettivi fino a 650 USD da parte delle principali banche, mentre il mercato valuta già MSFT con un P/E di circa 26–33x, evidenziando le elevate aspettative e il rischio di delusione se la spesa per l'IA non dovesse ripagare più rapidamente di quanto ipotizzato dal modello.
In definitiva, Microsoft mantiene la sua forza fondamentale come leader nell'IA aziendale e nel cloud, ma ha ridotto la sua unicità attraverso OpenAI ed è entrata in un periodo di rigoroso scrutinio della monetizzazione: uno scenario rialzista (crescita di Azure superiore al 38% più ricavi da IA in aumento) potrebbe aprire la strada a 450 USD+, mentre uno scenario ribassista (maggiore onere di investimenti in conto capitale combinato con una crescita più lenta dei ricavi che migliorano i margini) spingerebbe il titolo verso i 390–400 USD. Oggi, MSFT non è una storia di “crescita dell’IA”, ma una storia di “dimostrazione che l’IA genera effettivamente profitti, non solo spese”.
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