Italia chiede all'Ue controlli più rigidi sui fitofarmaci e tutele commerciali per l'agroalimentare

Italia chiede all'Ue controlli più rigidi sui fitofarmaci e tutele commerciali per l'agroalimentare
Controlli Ue su importazioni

Nel confronto al Masaf con il Commissario europeo per la Salute e il benessere degli animali, Olivér Várhelyi, il governo italiano sollecita un inasprimento dei controlli sulle importazioni alimentari e maggiori garanzie di reciprocità negli scambi. La richiesta si inserisce in una strategia più ampia di difesa del Made in Italy, che comprende salvaguardie contro gli squilibri di mercato, investimenti idrici e coordinamento europeo su salute animale e innovazione.

In evidenza

  • Italia ottiene circa 10 miliardi di euro in più per la PAC 2028-2034 rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea, collegando le risorse a investimenti strutturali e resilienza del settore.
  • La Commissione UE annuncia 'tolleranza zero' sui residui irregolari di fitofarmaci con controlli rafforzati ai principali hub portuali, tra cui Genova, Rotterdam e Calais.
  • Roma propone un fondo europeo di compensazione da 6,3 miliardi di euro e l'attivazione di clausole di salvaguardia e freni d'emergenza su importazioni e agevolazioni tariffarie.

Controlli alle frontiere e reciprocità negli scambi

Come riferisce MASAF, Francesco Lollobrigida chiede che l'Unione europea rafforzi i controlli sui residui di fitofarmaci non autorizzati e assicuri condizioni paritarie tra i produttori europei e quelli dei Paesi terzi. Durante l'incontro, il ministro sostiene che, se Bruxelles consente l'ingresso di alimenti trattati con sostanze vietate agli agricoltori europei, si apre una contraddizione normativa che penalizza il comparto interno.

Il Commissario Várhelyi fornisce rassicurazioni immediate e annuncia una linea di "tolleranza zero" sui residui irregolari. Le verifiche partono dai principali punti di ingresso delle merci, con riferimento agli hub portuali di Genova, Rotterdam e Calais.

Lollobrigida ribadisce inoltre le priorità italiane sugli accordi internazionali, richiamando il principio di reciprocità già emerso nel confronto con il Commissario UE per il Commercio Maroš Šefčovič. Roma chiede anche un intervento in caso di squilibri nei mercati collegati agli scambi UE-Mercosur e segnala l'esigenza di tutelare pienamente il Made in Italy.

Risorse Pac, difesa del mercato e salute animale

Nel quadro negoziale europeo, l'Italia ottiene circa 10 miliardi di euro in più per la Politica agricola comune 2028-2034 rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea. Il governo collega questa dotazione alla necessità di rafforzare la resilienza del settore primario, anche attraverso investimenti strutturali nelle infrastrutture idriche per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Sul fronte commerciale, Roma sollecita clausole di salvaguardia efficaci e un "freno di emergenza" capace di sospendere rapidamente le agevolazioni tariffarie quando flussi anomali di importazioni o cali dei prezzi mettono sotto pressione le filiere interne. A questa impostazione si affianca la proposta di un fondo europeo di compensazione da 6,3 miliardi di euro per proteggere gli agricoltori da eventuali crisi di mercato e sostenere la sovranità alimentare del continente.

Nel colloquio emergono anche il Pacchetto Omnibus per la semplificazione burocratica, l'impiego di tecnologie come i droni per ridurre l'impatto dei trattamenti fitosanitari, il piano italiano contro l'influenza aviaria e le nuove regole sul sessaggio in-ovo. Il Commissario sottolinea la necessità di una cooperazione più stretta tra Stati membri sulla salute animale, con un approccio coordinato a livello europeo per prevenire e gestire i focolai e limitarne i costi economici.

Nella nostra precedente analisi sul rallentamento dell’export extra-UE verso i mercati Opec abbiamo evidenziato come le tensioni in Medio Oriente stessero incidendo sulle spedizioni, con un calo marcato delle vendite nell’area del Golfo. L’articolo collegava queste difficoltà logistiche e l’aumento dei costi energetici ai rischi per gli ordini e per la competitività delle imprese del Made in Italy.

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