Intesa Sanpaolo amplia i premi ai dipendenti con un bonus pool da 177 milioni
Dopo il via libera dell'assemblea degli azionisti al bilancio 2025, al dividendo e alle politiche di remunerazione, Intesa Sanpaolo chiude anche un'intesa sindacale sui premi destinati a quasi 69mila bancari in Italia. L'accordo introduce importi base più elevati, una componente welfare rafforzata e un nuovo piano azionario collegato ai risultati del gruppo nel periodo 2026-2029.
In evidenza
- Intesa Sanpaolo firma con Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin un bonus pool da 177 milioni di euro da redistribuire ai dipendenti.
- I premi base vanno da 1.400 a 3.200 euro, con piani di partecipazione azionaria da almeno 2.200 euro per ciascun lavoratore, salendo a 6.000 euro per ruoli apicali.
- L'accordo collega la crescita dei premi agli obiettivi 2026 e introduce vantaggi welfare, rafforzando l'allineamento tra risultati aziendali e redistribuzione collettiva.
Accordo su premi cash e piano azionario
Come riportato da Il Sole 24 Ore, l'intesa firmata con Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin porta a 177 milioni di euro il bonus pool che la banca redistribuisce ai lavoratori, secondo un calcolo della First Cisl. L'accordo definisce premi base compresi tra 1.400 e 3.200 euro, ai quali si affianca un piano di partecipazione azionaria di almeno 2.200 euro per tutti i dipendenti.Nel dettaglio, il premio base parte da 1.400 euro, il 9% in più rispetto al 2025, e sale fino a 3.200 euro in base al ruolo professionale. L'importo può crescere fino al 30% al raggiungimento degli obiettivi di bilancio di gruppo 2026, mentre sono previste integrazioni fino a 150 euro per i redditi più bassi e una quota specifica per i neoassunti; chi sceglie l'opzione welfare ottiene inoltre un valore superiore di circa il 20%.
In parallelo viene sottoscritto l'accordo di incentivazione di lungo termine "Lecoip 2026-2029", già approvato dall'assemblea degli azionisti nell'ambito del piano di retention. Il meccanismo assegna a ciascun dipendente un numero di azioni Intesa Sanpaolo equivalente a 2.200 euro, importo che sale fino a 6.000 euro per le figure professionali più alte, con una valorizzazione garantita e potenzialmente crescente in caso di apprezzamento del titolo tra il 2026 e il 2029.
Impatto sulle relazioni industriali e sulla rete
Secondo i rappresentanti sindacali, i due accordi rafforzano il collegamento tra risultati aziendali e redistribuzione ai lavoratori senza introdurre meccanismi di premialità individuale legati alla performance commerciale. Paolo Citterio della Fabi evidenzia che il nuovo impianto consente di combinare premi in denaro e azioni e include la possibilità di un importo più alto per chi opta per il welfare.Roberto Gabellotti della Fisac Cgil sostiene che l'obiettivo resta una distribuzione più equa dei risultati e sottolinea che l'intesa evita un possibile aumento delle pressioni commerciali nelle filiali. Claudio Stroppa della First Cisl afferma che l'accordo si muove nella direzione della redistribuzione della produttività, mentre Simona Ortolani della Uilca lega il nuovo schema alla necessità di accompagnare i dipendenti nei cambiamenti organizzativi e professionali attesi nei prossimi anni.
Nel nostro precedente approfondimento su UniCredit e sul tentativo di acquisizione di Commerzbank abbiamo analizzato come l’operazione, attesa con un’offerta formale, si inserisca nella strategia di espansione transfrontaliera del gruppo. L’articolo metteva anche in evidenza un quadro tecnico debole del titolo UCG, con pressione dei venditori e livelli chiave di resistenza da monitorare, a fronte di aspettative contrastanti sul valore potenzialmente generabile dall’integrazione.
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