Aniasa segnala crescita del noleggio auto e chiede riforma fiscale per sostenere il settore
Il noleggio auto in Italia amplia ancora il proprio peso sul mercato, con 1,5 milioni di veicoli in flotta e il 34% delle immatricolazioni del 2025, pari a 526.500 registrazioni. Il comparto vale 17 miliardi di euro, ma nel primo quadrimestre dell'anno mostra un rallentamento nel lungo termine e continua a scontrarsi con un quadro fiscale ritenuto penalizzante.
In evidenza
- Il mercato italiano del noleggio auto cresce, ma una fiscalità non allineata ai maggiori mercati UE ne limita il potenziale secondo Aniasa.
- Nel primo quadrimestre 2024 il noleggio a lungo termine scende del 4,3% nelle immatricolazioni, mentre le auto cinesi raggiungono il 20% nel noleggio a breve.
- Aniasa sollecita per il 2026 una riforma fiscale con IVA agevolata al 10% per il noleggio turistico e i servizi di car sharing.
Crescita del comparto e richieste al governo
Come riportato da Il Sole 24 Ore, i dati del Rapporto annuale di Aniasa indicano un mercato del noleggio ancora in espansione, sostenuto da volumi elevati e da un ruolo crescente nelle nuove immatricolazioni. L'associazione di Confindustria che riunisce le società di noleggio segnala però che il potenziale del settore, soprattutto nel rinnovo graduale del parco circolante, resta limitato da una fiscalità non allineata ai principali mercati europei.Il confronto con l'Esecutivo su una possibile revisione delle regole attraverso la Delega fiscale prosegue da mesi senza esiti concreti. Il tema torna ora al centro in vista dell'estate ed è uno dei passaggi chiave della relazione del presidente di Aniasa, Italo Folonari, alla sua prima assemblea dopo la nomina.
Nel primo quadrimestre dell'anno emerge intanto un rallentamento delle immatricolazioni nel lungo termine, in calo del 4,3%. Nello stesso periodo cresce invece il peso dei marchi cinesi, che nel noleggio a breve termine raggiungono una quota del 20%.
Pressioni normative e impatto sul mercato aziendale
Sul settore pesano due incognite principali. La prima riguarda il mancato adeguamento del regime fiscale italiano a quello dei principali mercati europei, mentre la seconda è legata al possibile recepimento delle quote obbligatorie europee di veicoli elettrici per flotte aziendali e società di noleggio.Per Aniasa, vincoli troppo rigidi rischiano di rallentare gli investimenti e di frenare ulteriormente il ricambio del parco auto, producendo effetti opposti rispetto agli obiettivi della transizione ecologica. L'associazione richiama anche la recente stretta sul fringe benefit, che rende meno conveniente il noleggio di auto a benzina, diesel o ibride, lasciando un vantaggio economico sostanziale soltanto ai modelli full electric o plug-in hybrid.
Folonari afferma che il contesto fiscale continua a penalizzare le aziende clienti del settore e a frenare sviluppo e investimenti. Il presidente auspica un intervento nel 2026 sulla fiscalità dell'auto aziendale, nell'ambito dell'attuazione della legge delega per la riforma tributaria, e chiede inoltre l'adozione di un'aliquota IVA agevolata al 10% per il noleggio a breve termine con finalità turistiche e per i servizi di car sharing.
Nel nostro precedente approfondimento sul Just Transition Fund a Taranto abbiamo raccontato l’avvio della fase operativa del programma europeo da 800 milioni, con i primi bandi e diverse misure già attivate per sostenere investimenti, innovazione ed efficienza energetica. Abbiamo inoltre evidenziato che il pacchetto include interventi su bonifiche e riconversione locale e punta a rafforzare competitività e accesso al credito lungo le filiere, con scadenze e procedure pensate per accelerare la transizione del territorio.
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