Il gas naturale rimane sotto pressione, ma aumentano le probabilità di una ripresa
Il mercato del gas naturale non è più solo una semplice “questione di materie prime”: si è trasformato in un intricato intreccio di geopolitica, flussi di GNL, domanda energetica legata all’intelligenza artificiale e limiti infrastrutturali negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Le crescenti tensioni intorno all’Iran e allo Stretto di Hormuz hanno nuovamente acuito i timori di potenziali interruzioni nell’approvvigionamento di GNL, spingendo gli acquirenti europei verso i terminali statunitensi nonostante la produzione record e gli elevati livelli di stoccaggio negli Stati Uniti. Di conseguenza, i prezzi globali del GNL appaiono relativamente elevati, mentre l’Henry Hub rimane debole, evidenziando il divario tra l’eccesso di offerta locale e le strozzature infrastrutturali globali.
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Il mercato interno statunitense continua a essere caratterizzato da un eccesso di offerta: i prezzi spot dell’Henry Hub oscillano intorno ai 2,5–2,8 USD/MMBtu in un contesto di clima mite, livelli di stoccaggio elevati e produzione in crescita, che potrebbe avvicinarsi ai 122 miliardi di piedi cubi al giorno entro il 2027, trainata dal Bacino Permiano, dagli Appalachi e da Haynesville. La questione chiave è l’infrastruttura: in alcune zone del Texas occidentale, i prezzi sono già tornati in territorio negativo, costringendo i produttori a pagare per scaricare il gas. Nel frattempo, l'EIA prevede che le esportazioni di GNL degli Stati Uniti saliranno a circa 17 miliardi di piedi cubi al giorno nel 2026 e a 18,5-20,5 miliardi di piedi cubi al giorno nel 2027, con l'entrata in funzione di Golden Pass, Plaquemines e Corpus Christi Stage 3, rafforzando la posizione degli Stati Uniti come principale fornitore mondiale di GNL.
Un nuovo fattore strutturale è la rapida crescita della domanda di elettricità da parte dei data center di IA. Gli analisti osservano che entro il 2030 i data center statunitensi potrebbero richiedere fino a 8 miliardi di piedi cubi al giorno (Bcf/d) in più di generazione a gas, poiché gli hyperscaler e le aziende di IA sviluppano sempre più soluzioni localizzate o ad alto consumo di gas per garantire l’affidabilità dell’energia 24 ore su 24, 7 giorni su 7. I ricercatori della Columbia SIPA e altri considerano questo fenomeno un cambiamento a lungo termine: il gas naturale sta gradualmente passando dall’essere una materia prima ciclica a un combustibile strategico per le infrastrutture digitali. Questo scenario si riflette già nella curva dei futures, dove i contratti a più lunga scadenza scontano un mercato più stretto e volatile rispetto all'attuale eccesso di offerta sul mercato spot.
Nel breve termine, il mercato rimane sensibile all'eccesso di offerta e alle condizioni meteorologiche: un'estate mite e una crescita continua della produzione potrebbero mantenere i prezzi nella fascia di 2,5–3,0 USD/MMBtu. Tuttavia, le prospettive a medio termine stanno diventando sempre più rialziste: l'aumento delle esportazioni di GNL, l'impulso alla domanda guidato dall'intelligenza artificiale e la graduale espansione delle infrastrutture stanno delineando uno scenario a 12–24 mesi in cui i prezzi potrebbero spostarsi dall'attuale intervallo di 2–3 USD/MMBtu verso 4–5 USD/MMBtu, specialmente se dovessero emergere shock significativi sull'offerta o se la domanda dovesse accelerare. Tecnicamente, il mercato è attualmente confinato in un intervallo compreso tra 2,5 e 3,0, dove 3,0 funge da livello chiave di breakout, 3,4 da potenziale zona di invalidazione ribassista e 4,0 da segnale di un regime rialzista strutturale.
Nel breve termine, è probabile che persista un trading entro un intervallo ristretto, come osservato nell’articolo di ieri Il gas naturale rimbalza grazie al sostegno del freddo.
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