Ordine dei giornalisti sollecita il ministero della Giustizia sull'equo compenso
Il confronto sull'equo compenso dei giornalisti entra in una fase istituzionale con un incontro al ministero della Giustizia tra il Consiglio nazionale dell'Ordine e i vertici di via Arenula. Al centro ci sono l'applicazione della legge 49 del 21 aprile 2023 in ambito giudiziale e un possibile ampliamento delle tutele ai lavoratori autonomi e parasubordinati del settore.
In evidenza
- Incontro tra il Cnog e il ministro della Giustizia Carlo Nordio per sollecitare l'attuazione dell'equo compenso secondo la legge 49 del 21 aprile 2023.
- Il Consiglio nazionale chiede al ministero di recepire le tabelle approvate ed estendere l'equo compenso a tutti i giornalisti autonomi e parasubordinati.
- L'avanzamento della riforma e il passaggio in Senato del disegno di legge delega sulle professioni sono considerati decisivi per le condizioni economiche dei professionisti dell'informazione.
Richieste sul quadro normativo
Come riportato da G News Online, una delegazione del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti guidata dal presidente Carlo Bartoli incontra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il viceministro Francesco Paolo Sisto e il capo di Gabinetto Antonio Mura per discutere dell'equo compenso e delle prospettive di riforma collegate al disegno di legge delega sulle professioni all'esame del Senato.Nel corso del colloquio, il Cnog chiede al ministero di recepire le tabelle elaborate e approvate in precedenza dal Consiglio nazionale in relazione a quanto previsto dalla legge 49 del 21 aprile 2023 sull'equo compenso in ambito giudiziale. La delegazione sollecita anche un percorso normativo che consenta di estendere l'equo compenso a tutti i giornalisti autonomi e parasubordinati.
Impatto atteso per il settore dell'informazione
Dal ministero emerge, secondo quanto riferito nell'incontro, una forte attenzione sul tema e la disponibilità a chiudere positivamente l'iter di un provvedimento atteso da molti anni. Il confronto si svolge in un clima di massima collaborazione tra le parti.Per il settore dell'informazione, un eventuale avanzamento della riforma può incidere sulle condizioni economiche dei collaboratori e dei professionisti non dipendenti, ampliando la portata delle tutele oggi discusse sul piano giudiziale. Il passaggio in Senato del disegno di legge delega sulle professioni resta quindi uno snodo rilevante per la definizione del nuovo quadro regolatorio.
Nel nostro precedente articolo sul mercato italiano del noleggio auto abbiamo evidenziato la crescita del comparto, arrivato a 1,5 milioni di veicoli in flotta e a una quota rilevante delle nuove immatricolazioni, a fronte però di segnali di rallentamento nel lungo termine. Abbiamo inoltre riportato le richieste dell’associazione di categoria per una revisione della fiscalità e per misure come un’IVA agevolata su noleggio turistico e car sharing, ritenute decisive per sostenere investimenti e ricambio del parco auto.
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