Il gas naturale torna sotto pressione dopo il rimbalzo

Il gas naturale torna sotto pressione dopo il rimbalzo
GAS NATURALE

Il mercato del gas nel 2026 sta subendo un cambiamento strutturale: l’Henry Hub non è più considerato un semplice “giocattolo spot” locale degli Stati Uniti, ma parte integrante del sistema globale di determinazione dei prezzi del GNL. Allo stesso tempo, i fondamentali a breve termine rimangono relativamente deboli (produzione record, scorte elevate, clima mite), eppure il mercato sta diventando meno aggressivo nel vendere ogni picco di produzione, segnalando un cambiamento nel comportamento e nella percezione del rischio.

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Globalizzazione del mercato: shock del GNL, Qatar e Hormuz

A seguito degli attacchi alle infrastrutture in Qatar e dell’escalation delle tensioni nello Stretto di Hormuz, parte della capacità di GNL è stata sospesa, mentre la forza maggiore sulle forniture è stata prorogata fino a metà giugno 2026. Ormuz rimane uno dei punti nevralgici chiave: circa il 20-30% dei flussi globali di GNL lo attraversa, e qualsiasi rischio di interruzione si riflette immediatamente in picchi di prezzo nel TTF e nel JKM.

Di conseguenza, Europa e Asia si sono attivamente orientate verso il GNL statunitense, rafforzando il ruolo degli Stati Uniti come “equilibratore” del mercato globale. I differenziali di prezzo rimangono marcati: l’Henry Hub si attesta intorno a 2,7–3,0 USD/MMBtu, il TTF è vicino a ~47–48 EUR/MWh (equivalente all’incirca a 15–18 USD/MMBtu), mentre il JKM si attesta intorno ai 17 USD/MMBtu o più, creando un persistente incentivo all’arbitraggio per l’esportazione di gas statunitense.

Esportazioni di GNL e rivalutazione

strutturale L’EIA prevede che le esportazioni di gas naturale dagli Stati Uniti si attesteranno a circa 18,7 miliardi di piedi cubi al giorno nel 2026, con un’ulteriore crescita fino a circa 20,5 miliardi di piedi cubi al giorno entro il 2027, con il GNL che rappresenterà una quota significativa. I principali terminali che entreranno in funzione o si espanderanno nel 2026-2027 — Plaquemines LNG, Corpus Christi Fase 3, Golden Pass e le espansioni di Cheniere — rafforzano il legame a lungo termine tra la produzione statunitense e la domanda di esportazione.

Non si tratta più di un ciclo a breve termine, ma di una rivalutazione strutturale: il mercato sta iniziando a valutare non solo le fluttuazioni meteorologiche e le scorte interne, ma anche la domanda globale di GNL statunitense, i rischi nello Stretto di Hormuz e la politica dell'UE in materia di importazioni di gas dalla Russia e da altri fornitori. L'EIA e il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti confermano di fatto uno scenario di contrazione dell'equilibrio, spostando le aspettative da circa 3,5 USD/MMBtu nel 2026 verso i 4,6 USD/MMBtu nel 2027.

Situazione

attuale del mercato Dopo aver registrato un rimbalzo verso la resistenza in prossimità di 2,75, il gas naturale è tornato sotto pressione, con i prezzi che si sono ritirati verso il supporto intorno a 2,56. Dai livelli attuali, è possibile un rimbalzo verso 2,63–2,67, ma potrebbero emergere moderate pressioni di vendita sui rialzi. Una perdita dell'attuale supporto aprirebbe la strada a un movimento verso 2,50–2,45.

Come osservato in Il gas naturale rimane sotto pressione, ma aumentano le probabilità di ripresa, NATGAS potrebbe rimanere in un intervallo ristretto nel breve termine.

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