Confimprese e Sace siglano un’intesa per sostenere l’espansione estera del retail
Le imprese italiane del commercio moderno cercano nuovi strumenti per rafforzare la presenza sui mercati esteri in un contesto internazionale che resta complesso per consumi e rischio d’impresa. In questo quadro, Confimprese e Sace firmano un protocollo d’intesa per ampliare l’accesso a servizi di supporto all’internazionalizzazione, alla formazione e al networking per retail e servizi.
In evidenza
- Confimprese e Sace siglano un accordo operativo per promuovere internazionalizzazione, formazione e gestione del rischio per aziende retail associate.
- L’indagine Confimprese prevede un incremento del 7,6% dei punti vendita all’estero nel 2025, pari a 2.737 nuovi esercizi commerciali.
- Il fatturato estero delle aziende associate rappresenta in media il 16% dei ricavi totali, con picchi oltre il 50% e performance estere medie al 3,5% a perimetro costante.
Accordo operativo per export e gestione del rischio
Come riportato da Il Sole 24 Ore, il protocollo punta a favorire l’utilizzo degli strumenti Sace da parte delle aziende associate a Confimprese, con iniziative congiunte di promozione, formazione e networking dedicate all’internazionalizzazione e alla gestione del rischio di impresa.Tra gli obiettivi dell’intesa rientra anche lo scambio di informazioni per supportare le aziende del retail e dei servizi nei mercati esteri. Il presidente di Confimprese, Mario Resca, afferma che l’accordo rappresenta un passo per rafforzare la competitività internazionale del comparto, sottolineando che l’accesso a strumenti per la gestione del rischio e il sostegno all’export è decisivo nello scenario economico attuale.
L’amministratore delegato di Sace, Michele Pignotti, spiega che la collaborazione amplia l’impatto dell’attività del gruppo e mette a disposizione delle imprese associate servizi strategici per affrontare con maggiore solidità e consapevolezza i mercati esteri. Secondo Pignotti, l’intesa avvia un percorso condiviso fondato su formazione, networking e scambio di competenze.
Spinta all’espansione estera del settore
L’indagine annuale del centro studi Confimprese sui piani di apertura all’estero della base associativa conferma una crescita del saldo dei punti vendita del 7,6% sul 2025, pari a 2.737 nuovi esercizi commerciali. Il 90% del campione già presente oltreconfine continua inoltre a espandere la propria rete.Tra le aree di destinazione prevale l’Europa occidentale, indicata dal 48% dei retailer, seguita da Europa orientale al 19%, Medio Oriente al 14% e Asia Pacifico al 13%. America e Africa restano in coda rispettivamente al 4% e al 3%.
Le performance internazionali del comparto restano positive anche sul fronte dei ricavi. Il fatturato estero rappresenta in media il 16% dei ricavi totali, con punte superiori al 50% per alcune aziende, mentre il 50% delle imprese registra andamenti esteri a perimetro costante pari in media al 3,5%; nel segmento abbigliamento-accessori il 60% delle aziende arriva a performance fino all’8%.
Nella nostra precedente analisi sulla crescita della second hand economy in Italia nel 2025 abbiamo evidenziato come il caro vita stia spingendo sempre più persone verso l’usato, coinvolgendo il 65% della popolazione tra acquisti e vendite. Il mercato resta stabile intorno a 27,2 miliardi di euro, con una quota online in aumento (54%) e un sorpasso storico dei venditori sui compratori, segnale di una maggiore ricerca di liquidità e risparmio.
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