Liguria, export regionale accelera e raggiunge 9,4 miliardi nel 2025

Liguria, export regionale accelera e raggiunge 9,4 miliardi nel 2025
Liguria export in crescita

La crescita delle vendite estere rafforza il profilo manifatturiero della Liguria e conferma il peso dei mercati internazionali per il sistema produttivo locale. Nel 2025 il valore complessivo dell'export regionale sale a 9,4 miliardi di euro, con un aumento del 10% rispetto al 2024.

In evidenza

  • L'export regionale della Liguria accelera e raggiunge 9,4 miliardi nel 2025, con 1.816 imprese esportatrici su 139.089 totali.
  • In provincia di Imperia il 77% delle imprese esportatrici supera il 50% di export sul fatturato, trainate dal segmento luxury con oltre 200 milioni di euro di ricavi.
  • Nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni italiane verso il Regno Unito superano i 20 miliardi di euro, in crescita del 2,4% sull'anno precedente.

Studio su export ligure e mercati di sbocco

Come riportato da Il Sole 24 Ore, il dato emerge da una ricerca sull'export realizzata da Cribis, società del gruppo Crif, per Confindustria Imperia, affiancata da un'indagine campionaria dell'associazione su 19 aziende del segmento luxury rappresentative del Ponente ligure. Lo studio indica che in Liguria operano 139.089 imprese, di cui 1.816 esportatrici, mentre 388 registrano un valore dell'export superiore al 50% del fatturato.

La distribuzione territoriale delle aziende che esportano vede 1.082 imprese in provincia di Genova, 263 a Imperia, 258 a Savona e 213 alla Spezia. I principali mercati di destinazione delle esportazioni liguri risultano U.S., Francia, Germania, Indonesia, Spagna e UK, sulla base di una rielaborazione di dati Istat.

Nel focus dedicato all'UK, Roberto Costa, presidente della Camera di commercio e industria italiana a Londra, sottolinea che nei primi otto mesi del 2026 l'Italia esporta oltre 20 miliardi di euro nel mercato britannico, con una crescita del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Costa afferma che il Paese resta tra i primi dieci fornitori del mercato britannico nonostante la Brexit e indica nella valorizzazione del made in Italy, più che nella competizione di prezzo, la leva per rafforzare la presenza italiana; aggiunge inoltre che la Camera di commercio italiana in UK ha avviato un percorso di collaborazione con Confindustria e i suoi associati partendo proprio dalla provincia di Imperia.

Imperia e luxury trainano la proiezione estera

In provincia di Imperia le imprese esportatrici sono 263 su un totale di 22.101 aziende e il 77% presenta un valore delle esportazioni superiore al 50% del fatturato. Il 70% delle società che esportano è indipendente, il 30% appartiene a un gruppo e solo l'1% ha una capogruppo straniera.

L'indagine di Confindustria Imperia sul comparto lusso, condotta su 19 imprese con fatturato complessivo superiore a 200 milioni di euro e circa mille dipendenti, evidenzia una base produttiva radicata sul territorio. L'84% del campione opera infatti da oltre 10 anni nella provincia, segnalando una struttura considerata solida per esperienza e presenza locale.

Il profilo della clientela risulta per il 52% internazionale, con una prevalenza del segmento business, pari al 44%, e una concentrazione nella fascia d'età tra 40 e 60 anni, pari al 63%. Il settore mostra una forte propensione all'export verso mercati maturi come U.S., Germania, Austria, Svizzera e Nord Europa, oltre alla Costa Azzurra, ma guarda anche a opportunità in India, Sud-Est asiatico e Medio Oriente; tra le prime destinazioni del campione compaiono Francia, U.S., Europa e UK.

Nel nostro precedente articolo sull’accordo tra Confimprese e Sace abbiamo spiegato come il protocollo miri a rafforzare l’espansione estera delle imprese del retail e dei servizi, ampliando l’accesso a strumenti per internazionalizzazione, formazione, networking e gestione del rischio. L’analisi evidenziava anche le prospettive di crescita della presenza oltreconfine, con un aumento stimato dei punti vendita all’estero e un peso dei ricavi esteri che per alcune aziende supera il 50% del fatturato.

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