Lombardia consolida la leadership farmaceutica con 11,9 miliardi di export e oltre 25mila addetti
La Lombardia rafforza il suo peso nell'industria farmaceutica italiana ed europea grazie a una base produttiva che concentra circa la metà del settore nazionale. La regione supera i 100 siti aziendali, conta 25.300 addetti diretti e traina anche ricerca clinica ed esportazioni, con 11,9 miliardi di euro venduti all'estero nel 2025.
In evidenza
- La Lombardia registra un export farmaceutico di 11,9 miliardi di euro nel 2025, pari al 20% del totale nazionale e al 46% dell'export hi-tech regionale.
- Più del 50% degli studi clinici italiani, con investimenti in R&S per 640 milioni di euro e 2.500 addetti, si concentra nel territorio lombardo.
- Lo stabilimento Bayer di Garbagnate Milanese produce 8 miliardi di pillole l'anno, esportando il 70% prevalentemente in Cina e su 130 mercati globali.
Produzione, ricerca e nodo industriale regionale
Come riportato da Il Sole 24 Ore, i dati sono stati illustrati durante il convegno “Innovazione e produzione di valore” organizzato da Farmindustria nello stabilimento Bayer di Garbagnate Milanese, che compie 80 anni nel 2026. Nel territorio lombardo operano oltre 100 imprese del settore, con altri 30.000 occupati nell'indotto, mentre più del 50% degli studi clinici italiani si concentra nella regione, insieme a investimenti in ricerca e sviluppo pari a 640 milioni di euro e a circa 2.500 addetti dedicati.Il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, definisce la Lombardia uno dei motori del farmaceutico in Italia e in Europa, sottolineando la forte integrazione tra ricerca pubblica e privata e la proiezione internazionale delle aziende. Cattani evidenzia anche un contesto geopolitico complesso, segnato da tensioni internazionali, criticità nelle catene di approvvigionamento e dalle nuove sfide poste dall'ordine esecutivo dell'amministrazione U.S. “Most Favored Nation”, che punta ad allineare i prezzi dei farmaci rimborsati negli Stati Uniti a quelli più bassi applicati in altri Paesi, Italia inclusa.
Secondo Farmindustria, questo scenario rende più urgente il confronto con le istituzioni e il rafforzamento di politiche industriali e sanitarie capaci di sostenere innovazione, investimenti, competitività e attrattività. Tra i temi indicati dal comparto figura anche il superamento di meccanismi ritenuti penalizzanti, come il payback.
Export regionale e ruolo del sito Bayer
Lo stabilimento Bayer di Garbagnate Milanese rappresenta uno degli asset industriali simbolo del territorio. La ceo di Bayer Italia, Arianna Gregis, afferma che il sito unisce innovazione industriale, qualità e capacità produttiva su scala globale; qui viene realizzato il principale farmaco cardiovascolare dell'azienda e circa il 70% della produzione è destinato all'export, in particolare verso la Cina, mentre il resto raggiunge i mercati europei, Italia compresa.Nel sito vengono prodotte 8 miliardi di pillole, esportate in 130 Paesi e destinate a 33 milioni di persone, inclusa l'aspirina per il mercato cinese. Gregis sostiene che l'impianto va oltre i confini aziendali, perché rappresenta un nodo logistico strategico e un centro di competenze manifatturiere ad alto valore aggiunto per il sistema Paese.
I numeri dell'export confermano il posizionamento della Lombardia come hub internazionale del farmaceutico. Nel 2025 le esportazioni regionali del settore raggiungono 11,9 miliardi di euro, pari a circa il 20% del totale nazionale e al 46% dell'export hi-tech lombardo; nell'ultimo decennio risultano quasi triplicate, con una crescita del 167%, superiore di 44 punti percentuali rispetto agli altri comparti manifatturieri. Milano, Monza-Brianza, Pavia, Varese, Como, Bergamo e Lodi figurano tra le principali province italiane per vendite farmaceutiche all'estero.
Nel nostro precedente approfondimento sulla crescita dell’export in Liguria abbiamo evidenziato come nel 2025 le vendite estere regionali siano salite a 9,4 miliardi di euro (+10% sul 2024), a conferma del ruolo dei mercati internazionali per le imprese locali. L’analisi metteva in luce la distribuzione delle aziende esportatrici tra le province e il contributo del comparto luxury nel Ponente, oltre al focus sui rapporti commerciali con il Regno Unito e sulle opportunità di consolidamento del made in Italy dopo la Brexit.
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