L'indice del dollaro USA perde la sua posizione rialzista mentre l'RSI segnala debolezza su tutti i timeframe

L'indice del dollaro USA perde la sua posizione rialzista mentre l'RSI segnala debolezza su tutti i timeframe
Lo stress geopolitico pesa ora sulle prospettive del dollaro.

L'indice del dollaro statunitense (DXY) ha rotto al di sotto della linea di tendenza rialzista di breve termine, scivolando a un minimo di tre giorni di 101,55 mercoledì durante la sessione europea. Questo risultato arriva pochi giorni dopo aver toccato un picco di tre giorni a 103,2 e sottolinea come la debolezza tecnica e lo stress geopolitico stiano ora pesando sulle prospettive del biglietto verde.

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L'ultimo scivolone è iniziato martedì scorso, quando il DXY non è riuscito a rimbalzare dalla linea di tendenza che aveva sostenuto i minimi intraday dopo il bottom della scorsa settimana a 100,8. All'inizio di mercoledì, l'indice ha perforato la trendline di supporto, innescando un'ulteriore pressione di vendita. Sebbene sia seguita una lieve ripresa fino a 101,95, il rimbalzo non ha finora avuto forza, soprattutto perché le condizioni RSI non mostrano segni di inversione rialzista.

Dinamica del prezzo del dollaro statunitense (marzo - aprile 2025). Fonte: Tradingview

Le letture RSI sui grafici orari, giornalieri e settimanali indicano tutte uno slancio ribassista. Questo consistente ribasso tra i vari periodi rafforza l'opinione che sia probabile un'ulteriore debolezza, soprattutto se il prezzo non riuscirà a mantenersi al di sopra del livello di supporto immediato di 101,83. Una violazione di questo livello potrebbe estendere le perdite verso un minimo di sei settimane al di sotto di 100,8.

I timori di una guerra commerciale aumentano con la risposta della Cina ai dazi statunitensi del 104%

Dal punto di vista fondamentale, i timori legati all'intensificarsi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina hanno aggravato la pressione al ribasso. Dopo il forte aumento dei dazi statunitensi al 104% sulle importazioni cinesi, la Cina ha reagito con una contromisura del 34%, dichiarando l'intenzione di combattere "fino alla fine" per proteggere i propri interessi economici. I trader temono che una prolungata tensione commerciale tra le maggiori economie mondiali possa bloccare la crescita e aumentare la probabilità di una recessione statunitense.

Con la rottura del supporto tecnico e l'aumento dei rischi macro, il sentimento nei confronti del dollaro americano si è spostato sulla difensiva. A meno che il DXY non recuperi e si mantenga al di sopra della resistenza a breve termine a 102,8, che si allinea con l'EMA a 50 giorni, il rischio continua a pendere verso il basso nelle prossime sedute.

Il rimbalzo del dollaro ha perso slancio a 103,2 dopo aver toccato la resistenza dell'EMA a 50 giorni. Le tensioni commerciali e i timori di recessione hanno messo sotto pressione il sentiment, spostando l'attenzione su un possibile taglio dei tassi a giugno.

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