La coppia EUR/USD rimane relativamente vicina ai suoi massimi locali; tuttavia, il momentum rialzista ha subito un notevole rallentamento a seguito di dati sull'inflazione statunitense più forti del previsto. L'IPC di aprile ha accelerato al 3,8% su base annua, rafforzando le aspettative che la Federal Reserve manterrà i tassi di interesse elevati più a lungo.
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In questo contesto, il dollaro USA ha parzialmente recuperato forza, mentre i rendimenti dei Treasury USA sono saliti.
La pressione sul dollaro persiste a causa delle aspettative sulla Fed
Nonostante la forte inflazione, il mercato ritiene ancora che l'economia statunitense si stia gradualmente raffreddando: la fiducia dei consumatori sta peggiorando, il mercato del lavoro sta rallentando e gli investitori continuano a prevedere una politica della Fed più dovish nella seconda metà dell'anno. Ciò sta attualmente limitando la forza del dollaro e sostenendo l'euro. Gli analisti di ING e Morgan Stanley osservano che il driver principale per l'EUR/USD in questo momento non è tanto l'economia dell'eurozona, quanto piuttosto le aspettative sui tagli dei tassi negli Stati Uniti.
L'euro è sostenuto dall'atteggiamento cauto della BCE
La Banca Centrale Europea mantiene un approccio più contenuto verso l'allentamento monetario. L'inflazione nell'eurozona si sta gradualmente stabilizzando vicino ai livelli target e il mercato non si aspetta più tagli aggressivi dei tassi da parte della BCE nei prossimi mesi. Ciò aiuta l'euro a mantenersi sopra i livelli chiave nonostante i deboli dati industriali in Europa e i rischi di un rallentamento dell'economia tedesca.
Cosa aspettarsi: rischi chiave per l'EUR/USD
A breve termine, il mercato rimane altamente sensibile ai dati sull'inflazione USA, alla geopolitica e alla retorica della Fed. L'escalation delle tensioni in Medio Oriente ha già spinto i prezzi del petrolio sopra i 100 dollari, aumentando i rischi di inflazione e sostenendo la domanda di dollaro come asset rifugio. Allo stesso tempo, lo scenario di base della maggior parte delle banche prevede un euro moderatamente più forte nella seconda metà del 2026, se la Fed inizierà a tagliare i tassi prima della BCE.
Al momento, la coppia è sotto pressione di vendita, con un potenziale test del supporto nell'area 1,1680–1,1660, dove potrebbe ancora emergere un moderato interesse all'acquisto. Una rottura al di sotto di questa zona potrebbe portare a un calo verso 1,1620–1,1600. Come menzionato nel mio precedente articolo EUR/USD tiene sotto 1,1800, emergono rischi di correzione, l'incapacità dei bulls di rompere la resistenza a 1,1800 ha aumentato la probabilità di una correzione.
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