Agici e Accenture propongono misure per sbloccare 100 miliardi di investimenti energetici entro il 2035
Nel sistema energetico italiano, il nodo delle autorizzazioni e della continuità normativa resta centrale per accelerare investimenti privati e ridurre i costi dell'elettricità. Uno studio presentato oggi da Agici e Accenture indica un pacchetto di interventi capace di mobilitare fino a 100 miliardi di euro entro il 2035, con effetti su prezzi, sicurezza energetica e decarbonizzazione.
In evidenza
- Lo studio Agici-Accenture evidenzia misure normative per sbloccare 100 miliardi di euro di investimenti energetici cumulativi entro il 2035, con 60-65 miliardi destinati a rinnovabili e reti.
- Le proposte includono aste Fer calendarizzate, accelerazione delle autorizzazioni dalle attuali 4-7 a 1-2 anni, sblocco concessioni idroelettriche e nuove strategie per gas, nucleare e data center.
- Gli impatti previsti comprendono riduzione del prezzo dell’elettricità fino a 15 euro/MWh, diminuzione della dipendenza energetica estera dal 74% al 66% e taglio di 30 milioni di tonnellate di CO2 all'anno.
Misure normative e investimenti previsti
Come riportato da Il Sole 24 Ore, lo studio “Reti e infrastrutture: mix ottimale di investimenti per uno sviluppo equilibrato del sistema energetico”, presentato da Agici e Accenture al workshop annuale dell'Osservatorio Utilities, individua un portafoglio di interventi normativi e autorizzativi per abilitare nuovi capitali privati nel settore.Tra le misure indicate figurano un calendario certo per le aste Fer, il completamento delle mappe delle aree idonee e il perfezionamento della riforma delle connessioni alla rete di trasmissione, con l'obiettivo di superare la saturazione virtuale, dare priorità ai progetti concreti e ridurre tempi autorizzativi che in Italia arrivano a 4-7 anni, contro 1-2 anni nei principali Paesi europei. Lo studio chiede anche lo sblocco delle concessioni idroelettriche in scadenza entro il 2029, un piano che includa i pompaggi idroelettrici come sistemi di accumulo e una gestione dei data center come asset energetici.
Le misure riguardano anche il gas, con l'aumento della capacità di rigassificazione, della produzione domestica e con nuovi gasdotti. Il nucleare viene indicato come direzione futura, per la quale costruire subito una cornice normativa, anche se con effetti previsti oltre il 2035.
Impatto atteso su prezzi e sicurezza energetica
Secondo lo studio, l'insieme delle azioni di politica energetica può mobilitare fino a 100 miliardi di euro cumulativi entro il 2035, di cui circa 60-65 miliardi destinati a rinnovabili e reti. I benefici attesi includono una riduzione potenziale fino a 15 euro al MWh del prezzo medio dell'elettricità entro il 2035, un calo della dipendenza energetica dall'estero dal 74% a circa il 66% e un risparmio annuo di 30 milioni di tonnellate di CO2.Pierfederico Pelotti, managing director e responsabile del Mercato Utilities di Accenture Italia, afferma che le utility dispongono già di tecnologie e capitale privato, mentre ciò che manca è soprattutto certezza normativa e continuità di policy. Marco Carta, amministratore delegato di Agici, sottolinea che in una fase di tensioni geopolitiche permanenti le utility diventano attori centrali per la sicurezza nazionale e per la competitività del Paese, e che i ritardi nell'apertura dei cantieri hanno ormai un costo non più sostenibile per l'Italia.
Lo studio rileva inoltre che le utility italiane investono già circa 14 miliardi di euro all'anno nel sistema energetico e che strumenti come Fer X e Macse hanno già mostrato di poter funzionare. Per i promotori, la priorità ora è dare continuità agli interventi e programmare uno sviluppo più armonizzato delle infrastrutture.
Nella nostra precedente analisi su TRN (Terna Rete Elettrica Nazionale) abbiamo esaminato l’andamento del titolo e i principali livelli tecnici, evidenziando un contesto di bassa volatilità e segnali contrastanti tra momentum e oscillatori. L’impostazione di base indicava una fase di consolidamento, con un possibile impulso rialzista solo in caso di superamento convincente dell’area di resistenza intorno a €10,10.
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