Milano guida i ribassi in Europa, FTSE MIB perde il 2% su inflazione e tensioni sui tassi
Le Borse europee chiudono in calo e Piazza Affari registra la performance peggiore del continente, con gli investitori preoccupati per un ritorno dell’inflazione legato alla crisi di Hormuz. Il ribasso riporta il FTSE MIB sotto la soglia dei 50mila punti toccata nella seduta precedente e azzera di fatto il bilancio settimanale del listino milanese.
In evidenza
- Il FTSE MIB perde il 2%, guidando i ribassi delle Borse europee sulla scia di timori per inflazione, tassi e crisi di Hormuz.
- Il decennale italiano supera il rendimento del 3,9% e i Treasury USA raggiungono i massimi da un anno, penalizzando i bond europei.
- L’assenza di progressi al vertice Trump-Xi aggrava le tensioni su Taiwan e alimenta l'avversione al rischio su azionario europeo e Wall Street.
Pressioni macro e vendite sui listini
Come riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor, il peggioramento del sentiment sui mercati nasce dal combinarsi dei timori per la crescita globale con le attese di una nuova fiammata dei prezzi, in un contesto appesantito dalla crisi di Hormuz. A Milano il FTSE MIB arretra bruscamente, mentre tutte le principali Borse europee terminano la seduta in territorio negativo.La correzione colpisce un mercato che alla vigilia aveva appena riconquistato i 50mila punti, livello visto per la prima volta dai tempi della bolla dot-com del marzo 2000. Il calo dell’ultima seduta porta così il bilancio settimanale di Piazza Affari in area di pareggio, mentre sull’intera settimana il listino milanese mostra un risultato definito magro, pari a -0,4%.
Tassi in rialzo e riflessi su obbligazioni
Ad aumentare la cautela degli operatori contribuisce anche la crisi politica in UK, con il mercato che teme una possibile svolta a sinistra del Labour. Questo scenario si riflette nel rialzo dei rendimenti dei Gilt britannici e alimenta vendite a catena sul comparto obbligazionario europeo.Le attese che Fed e Bce possano essere costrette ad alzare i tassi per contenere una nuova accelerazione dell’inflazione spingono ulteriormente i rendimenti. In Italia il Btp decennale supera il 3,9%, mentre i Treasury statunitensi si muovono sui massimi da circa un anno.
Pesa inoltre l’assenza di progressi dal vertice Trump-Xi in Cina, che secondo il testo lascia emergere nuove tensioni su Taiwan invece di offrire soluzioni rispetto alla guerra in Iran. Il quadro rafforza l’avversione al rischio e mantiene alta la pressione sui mercati azionari europei e su Wall Street.
Nella nostra precedente analisi sul superamento dei 50.000 punti da parte del FTSE MIB abbiamo spiegato come Piazza Affari sia tornata su livelli che non si vedevano dal marzo 2000, in un contesto di rialzi diffusi sulle principali Borse. Abbiamo inoltre evidenziato il ruolo dei rendimenti in calo tra U.S. ed Europa e di un petrolio ancora sopra i 100 dollari, con l’attenzione del mercato rivolta anche ai fattori geopolitici che possono condizionare il rischio.
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