L’UE affronta una nuova ondata inflazionistica mentre la BCE segnala un possibile aumento dei tassi

L’UE affronta una nuova ondata inflazionistica mentre la BCE segnala un possibile aumento dei tassi
La BCE si trova di fronte a decisioni sullo shock inflazionistico

​L’Europa si trova nuovamente di fronte a un difficile compromesso: la crescita economica rallenta mentre i prezzi aumentano a causa dello shock energetico provocato dalla guerra intorno all’Iran. Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha affermato che la Banca Centrale Europea dovrà probabilmente reagire all’accelerazione dell’inflazione, anche se la decisione finale spetta all’autorità indipendente.

In evidenza

  • Dombrovskis ha dichiarato che la BCE dovrà rispondere all’aumento dell’inflazione.
  • La Commissione Europea prevede un’inflazione dell’Eurozona al 3,1% nel 2026.
  • L’obiettivo di inflazione della BCE è il 2%.
  • La Commissione Europea ha recentemente rivisto al ribasso le previsioni di crescita e al rialzo quelle sull’inflazione a causa dello shock energetico.

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Lo shock inflazionistico riporta i tassi al centro dell’attenzione

Parlando prima di una riunione dei ministri dell’Economia dell’UE a Nicosia, Dombrovskis ha detto che l’aumento dell’inflazione richiede già una risposta da parte della BCE. Ha sottolineato che la banca centrale resta indipendente, ma ha evidenziato che la previsione della Commissione Europea per l’inflazione di quest’anno è del 3,1%, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla BCE.

Secondo Bloomberg, le sue dichiarazioni sono arrivate il giorno dopo che la Commissione Europea ha rivisto al ribasso le prospettive economiche per l’area euro. La previsione di crescita del PIL dell’Eurozona per il 2026 è stata tagliata allo 0,9% dall’1,2%, mentre l’inflazione è ora attesa intorno al 3% a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento delle materie prime.

Per la BCE questo è un momento difficile. Un aumento dei tassi potrebbe aiutare a contenere le aspettative di inflazione, ma aumenterebbe anche la pressione su imprese, mercato dei mutui e crescita economica. Per questo motivo gli investitori stanno seguendo con attenzione la riunione della banca centrale di giugno.

I ministri UE cercano equilibrio tra sostegno e disciplina

Dombrovskis ha anche affermato che l’economia dell’UE resta resiliente, ribadendo la necessità per l’Europa di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Lo shock energetico causato dalla guerra intorno all’Iran ha nuovamente messo in luce la vulnerabilità della regione alle forti oscillazioni dei prezzi di petrolio e gas.

Il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis ha sostenuto la necessità di misure a breve termine, ma ha avvertito che la crisi energetica non deve estendersi all’intera economia. I ministri concordano ampiamente sul fatto che il sostegno a famiglie e imprese debba restare temporaneo e mirato, per evitare di alimentare ulteriormente l’inflazione.

Italia e Spagna chiedono maggiore flessibilità nelle regole fiscali UE per ampliare il sostegno a consumatori e aziende. Ma per Bruxelles questo comporta un rischio: una spesa eccessiva potrebbe alimentare l’inflazione e rendere più difficile il compito della BCE.

L’Europa di fronte a un nuovo rischio di stagflazione

Il principale problema dell’Eurozona è che lo shock attuale combina una crescita debole con prezzi in aumento. Dombrovskis ha già avvertito in passato del rischio di uno “shock da stagflazione”, in cui alta inflazione e bassa crescita economica si presentano insieme.

Se l’inflazione resta sopra il 3% mentre la crescita rimane sotto l’1%, la BCE dovrà scegliere tra due opzioni negative: combattere l’inflazione in modo più aggressivo o evitare ulteriori pressioni sull’economia. Per i mercati, ciò significa credito più costoso, cautela sulle azioni europee e massima attenzione a ogni nuovo segnale sulla guerra, sui prezzi del petrolio e sulle forniture energetiche.

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